L’Irap grava anche sulle aziende in perdita e su quelle in fallimento. Una “patrimoniale” esiste già ed è l’Ici. E’ un’imposta odiosa in quanto incostituzionale e sopportabile solo come imposta “a termine”, per un breve periodo, dovuta a motivi di impellente ed eccezionale necessità…
Lo Stato invece di prepararsi a chiedere nuovi sacrifici agli Italiani, deve prepararsi a risparmiare. Preleva oltre il 50% della ricchezza prodotta dalla nazione, cioè dai cittadini. A parte questo, dovrebbe essere chiaro a tutti che 100, 1000 o anche un milione di euro in mano a un privato sono più utili alla comunità di quanto non lo siano in mano allo Stato e alla sua organizzazione, che non sa impiegarli, gestirli e destinarli, se non macchinosamente, con molti sprechi e altrettanti latrocini.
Che cosa si aspetta a fare una volta per tutte chiarezza su questi ed altri analoghi punti attorno ai quali convenire e concentrare gli sforzi, le riforme, le innovazioni normative e istituzionali non è più dato capire.
Questo dovrebbe fare un vero governo di tecnici, se fosse veramente tale: una espoliazione del potere politico di tante funzioni che non gli sono proprie o, anche, diminuirle, snellendole.
Occorre dare a tutti la possibilità di lavorare, di poter contare sulla ricchezza prodotta e accantonata, per successivi investimenti e per la sicurezza propria e dei propri figli.
No agli aumenti fiscali e allo strapotere attribuito ad Equitalia e alla Agenzia delle entrate, che sta strozzando i cittadini, le imprese e le famiglie italiane.
Solo in tal modo potremo assistere ad una ripresa della crescita, ad una diminuzione della disoccupazione e della sottoccupazione, al diffondersi di situazioni di sofferenza e povertà diffuse, che stanno portando lo sconforto nella mente e nel cuore dei nostri giovani.
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