Napolitano senza maschera

Nel discorso di Natale poteva risparmiarsi il ricorso all'amor di patria. Non sarà per quello che gli Italiani salveranno ancora una volta lon Stato dai propri errori. Speriamo faccia meglio a Capodanno
di Germano Scargiali
Napolitano senza maschera

Purtroppo, sempre più si capisce ncome il presidente Napolitano si sia "tolto la maschera" con cui - da vecchio politicante - esperto della prima repubblica, si è schieratom dalla parte "giusta" per lui. E' quella di una sinistra da tempo attestatatsi su posizioni di difesa dei macro interessi mdella grande economia. In pratica della peggior destra, di quella vera, fatta di capitale, minopoli e ...banche.

Questo presidente che si trova a guidare l'Italia solo per caso, eletto - infatti - da una maggiornanza inesistente, basata su una percentuale infinitesima di votanti o, piuttosto, dal gioco del conteggio - seggi e sistema elettorale - indipendente dagli effettivi voti degli italiani. Ha saputo, ma soprattutto potuto fare il buono e il cattivo tempo, come sono avvezze fare le "dittature di fatto" regolarmente insaturate dalla sinistra dappertutto. Non dimentichiamo che i "dittatori", detronizzati fra gli apllausi quasi pappagalleschi proveninienti proprio da quel mondo che definiamo "la sinistra stradale", erano originariamente o provenivano da ...rivoluzioni socialiste.

Dopo aver fatto cadere (ma forse lo ha salvato involontariamente a più lunga scadenza) il governo Berlusconi - ovviamente senza motivo, come dimostra ciò che è successo dopo - invoca a Natale nientemeno che l'amor di patria. A parte che tale invocazione, sull'onda di uno sbandierato successo dei 150 anni dell'unità nazionale, contraddice la sua tanto amata internazionale socialista e (quel che è più imposrtante) relativo spirito, Lo Stato non può chiedere altri sacrifici ai cittadini per danni non causati da loro, in conseguienza di argomentazioni retoriche.

Siamo alla "eterna" mistificazione relativa alla identificazionbe degli interessi e della responsabilità dei cittadini e dello Stato. Ovvero della stessa r presonalità. La sostanze è che la personalità "giuridica" dello Stato è differente da quella dei cittadini. Le due realtà si trovano in una continua situazione debitoria - vreditoria che non ha nulla a che vedere con una possibile identificazione. Solo iun via mediata è vero che, se crollasse lo Stato, i cittadini ne avrebbero conseguenze gravi.

In pratica, in questo momento lo Stato da cattivo pagatore - con tutti i crismi di chi ha imbrogliato - mette la Nazione (i cittadini) di fronte al "fatto compiuto", al bere o affogare: o evitate che io fallisca o straperderete. E' una pratica che i peggiori elementi della società nel settore del commercio ben conoscono. E la conoscono anche le loro "vittime" abituali e ripetute.

Napolitano si presta al gioco ricorrendo anche lui ad artifizi e finzioni politiche già note, che gli italiani capiscono o, quanto meno, intuiscono. Speriamo si corregga - a parte il tentativo operato dopo poche ore - a Capodanno.

Sun, 2011-12-25 09:50
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