Il presidente dell’Ars Francesco Cascio ha chiamato a convegno su “Il dialogo interconfessionale e la tutela dei cristiani nel Mediterraneo e nel mondo”. Era presente l’onorevole Salvatore Iacolino ed era molto atteso Angelino Alfano, il cui arrivo è divenuto di ora in ora un miraggio. Ma verrà al più presto, perché se ne intravedono altri motivi. Positivi per il Pdl dei fedelissimi.
Sono stati gli interventi di Magdi Allam e Mario Mauro, oltre che del Cardinal Romeo a polarizzare l’attenzione dei presenti, dei quali solo la metà, purtroppo, capivano i profondi riferimenti alla storia, agli eventi e alla dinamica del pensiero e del sentimento religioso. Si è parlato di antropologia e di economia, intersecandole – come sempre si dovrebbe fare, ma non si fa – con la sociologia e il costume, senza disdegnare qualche riferimento filosofico. E’ stato nel complesso un bel convegno come non sempre capita di partecipare.
Magdi Allam ha preso le mosse facendo distinzione fra la mentalità cartesiana della civiltà occidentale e quella coranica del mondo musulmano. Sono due mentalità contrapposte. Nella realtà musulmana conta solo la fedeltà al Corano e occorre essere leali solo a Maometto…
Per quanto ciò significhi l’adesione ai contenuti morali che il Corano indubbiamente contiene, occorre prendere le giuste distanze ed evitare che ancor oggi la voglia di espandersi del mondo musulmano non investa il Mediterraneo e l’Europa.
“State attenti e badate – ha detto Allam – che i cristiani sono la realtà autoctona del Mediterraneo. Se ci riflettete, hanno già ceduto tanto terreno”. Allam ha anche indicato la profonda distinzione che separa, più che allineare, le tre religioni abramiche: “L’Abramo del Corano è un personaggio assolutamente diverso da quello della Bibbia. Quasi casualmente omonimo”.
Per quel che riguarda l’ebraismo, Allam è stato solo allusivo, ma è ovvio come l’avvento del Nuovo testamento determini un taglio netto tra la mentalità cristiana, specie cattolica, e quella di coloro che troppo bonariamente dal soglio pontificio, con la politica della mano tesa, sono stati definiti …i nostri fratelli maggiori.
Sembra che “Magdi Cristiano”, con tutta la forza della propria conversione voglia far rileggere agli europei le storie di Carlo Magno, i paladini, Orlando e del Cid. Adesso, l’invasione potrebbe essere subdola e strisciante, se l’Europa non sta attenta e continua ad applicare i principi delle proprie radici morali a quelli che tali principi non hanno “metabolizzato” nella propria civiltà. Non stiamo qui a discutere se sia peggiore o migliore…
Ed ecco in sintesi, i mali di cui Allam accusa gli occidentali e gli stessi cristiani: relativismo, laicismo, buonismo, gusto del radical correct.
“Il dialogo – ha spiegato con profondità di pensiero Allam – può realizzarsi fra le persone, ma non fra le religioni, come troppo facilmente si pretende. Due istituzioni come tali non parlano fra loro. Sono costituite da principi e questi, fra le tre religioni abramiche, si distinguono nettamente. Ma occorre ancora annotare che il dialogo non deve essere costituito, come troppo spesso avviene in politica, da reciproci scambi di cedimenti e concessioni che non seguano una logica dei fatti basata su reali accordi e legati alla ricerca di passi avanti sul terreno reale.
L’Europa in particolare è la regione che rischia di più con l’Italia in prima fila. E lo abbiamo sotto i nostri occhi. Occorre assolutamente rafforzare un fattore che qui rischia di vacillare: è la certezza della propria fede. E’ un fattore oggi aggredito da molte direzioni, ma “…in tanto potremo resistere all’invasione strisciante dei musulmani, in quanto sarà ferma la nostra civiltà e gli stessi individui e le comunità crederanno nei propri principi in quanto e più degli ospiti, delle comunità allogene”.
Allam non predica certo la politica della forza, ma fa notare, ancora una volta con un atteggiamento risoluto che “…c’è un nesso (ed è nel principio appena esposto, ndr) fra i problemi delle persecuzioni dei cristiani nel terzo mondo e i problemi interni all’Europa stessa, che del cristianesimo, cattolico in particolare, è la culla.
Se è ovvio che Allam non predichi il ricorso alla violenza: "Da mi fede ferma, da mi fede forte", diceva il grande Francesco D'Assisi che di fede ne aveva già tanta. Allam chiarisce almeno un paio di punti che indicano una via d’uscita ai problemi che ora assillano il Mediterraneo. Primo punto: gli immigrati dall’Africa, non vengono alla ricerca di diritti civili, ma di migliori condizioni materiali di vita. Quindi non interpretiamo in modo errato ciò che avviene sotto i nostri occhi. Secondo punto: è illusorio il ricorso a sistemi di ostruzione alla frontiera, pattugliamenti, almeno quanto, ovviamente, quello di integrarli tutti. Per il momento arrivano a migliaia, ma potrebbero arrivare presto a milioni… Ciò che occorre assolutamente è innescare quei principi che possano aprire le porte allo sviluppo “in casa loro”. E come? Creando i presupposti per il sorgere e il fiorire di una classe media, fatta di imprenditori, commercianti, operatori vari e liberi professionisti.
Una ricetta, aggiungiamo noi, che sarebbe valida anche per lo sviluppo del Meridione e della Sicilia. Ma, sottolineiamo, occorre una grossa e coesa decisione politica. Non sarà con le leggine per i piccoli contributi agli artigiani che si risolverà il problema. O almeno, non solo con quelle. Perché né un’isola parzialmente sviluppata come la Sicilia, né tantomeno un continente come l’Africa innescano facilmente un volano di crescita rimasto fermo da un tempo immemore se non da sempre.
Mario Mauro ha concordato a grandi linee sulla necessità di un intervento di grandi proporzioni per la soluzione del problema della persecuzione dei cristiani nel terzo mondo e per le campagne denigratorie all’interno della realtà occidentale.
“Il ministro Frattini – da detto Mauro – è molto più avanti di quanto non fosse qualche anno or sono…” Ciò si riferisce al fatto che fino a qualche anno fa l’Italia era praticamente sola a difendere la cristianità all’esterno.
“Occorre sapere – precisa Mauro – quale sia la reale dinamica della discriminazione anti cristiana in Pakistan. I cristiani sono costretti a non possedere nulla per non provocare l’invidia e la reazione del musulmano. Chi accusa il cristiano ne incamera tutti i beni. Il cristiano è, in pratica un paria esattamente. Il ministro Shabaz Batti era riuscito a raggiungere quella carica pur essendo cristiano e lo ha pagato con la vita. Aveva rifiutato le macchine di scorta, nonostante si battesse per i diritti delle classi disagiate in genere, perché morisse, nella eventualità solo lui non anche gli uomini di scorta.
Mauro ha riportato alcune parole di Shabaz Batti: “ ...sono nato in una famiglia cattolica, non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere, voglio solo seguire Gesù Cristo ed aiutare i poveri e i perseguitati”. Di Mario Mauro ricordiamo il libro Guerra ai Cristiani, dove ricorda che 52 paesi al mondo prevedono la pena di morte per i cristiani.
Il cardinal Romeo ha ribadito l’importanza del contenuto evangelico del cristianesimo e di ciò che lo distingue da altre religioni, fra cui lo spirito ecumenico. Una qualità questa, aggiungiamo noi, che distingua il cattolicesimo da ambedue le altre religioni abramiche, che rimangono fondamentalmente religioni di popolo, cioè di un solo popolo, cui Dio promette la vittoria già su questa terra.
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