Cui prodest? A chi giova? E’ la domanda che vale per tafferugli e polveroni

Nessuno dica che la negativa performance dei black bloc giova a chi governa – Ecco infatti di chi diffidare. Anche perché i black bloc sono per definizione e matrice anarchici
di Gelis
Cui prodest? A chi giova? E’ la domanda che vale per tafferugli e polveroni

Una delle “prove” che solitamente si propone sull’esistenza di Dio è quella della necessità di un regista dietro l’organizzazione complessa di ciò che ci sta attorno, noi compresi. Dopo questo “volo pindarico”, passiamo ad indicare ciò che per circa 48 ore i media e i partiti, con i loro giochi dialettici, non si chiedevano e ora lo fanno con molta circospezione: chi c’è dietro i black bloc? Chi li manda?

Perché nulla del genere oggi si muove da casa “sua sponte”. Nemmeno le tifoserie calcistiche, che hanno una loro professionalità per finire nel “gabbiotto”, per loro predisposto presso lo stadio avversario.

E ce ne vuole faccia tosta a dire Berlusconi, come avviene per ogni male che si profili. Perché Berlusconi, uscito ancora una volta indenne – come una salamandra dal fuoco – dopo l’ennesimo esame, la millesima tac, la ultimissima tagliola posta sul suo cammino da chi fra i tanti, da dentro e da fuori, vorrebbe riscuotere la taglia posta da sempre sul suo capo, non ha alcun interesse ad alzare polveroni.

Dopo la nuova vittoria in parlamento – riottenuta la fiducia – Berlusconi ha tutto l’interesse ad un po’ di …pax. Finalmente.

E ce ne vuole altra faccia tosta a dire “le banche stesse”, perché, a parte l’assalto all’agenzia Bnl come fosse il Forno delle Grucce di manzoniana memoria, anche le banche – perfide e colpevoli che siano e lo sono – non hanno neanche loro alcun interesse che si faccia ancor più rumore su una protesta che è comunque contro di loro e che in tutto il mondo si svolge pacificamente, tanto per sottolineare il significato reale e generale che essa ha e vuole avere.

E ce ne vuole “coraggio” a dire che polizia e carabinieri dovevano prevenire colpendo e incarcerando i rivoltosi prima che degenerassero. Perché chi parla avrebbe detto, come altre volte, che ammanettavano chi non aveva fatto nulla. Del resto sappiamo che si può intervenire solo contro chi ha le armi in pugno e sta per sparare o simili. Ben più difficile è intervenire per il reato di …detenzione di spranghe di ferro.

Noi siamo fra coloro che dicono: prendete gli incappucciati “tanti e subito”, sia che siano fra i no tav, sia fra chi marcia lungo le strade della città che è – non per caso – fra le più sacre e le più dissacrate del mondo – perché è proprio lì, forse, la frontiera dove più lottano come in trincea il male e il bene del mondo, pur fra le paciose battute romanesche…

E’ serio rilevare che i mandanti vanno ricercati in una schiera ben precisa: proprio fra coloro che prima e di più attaccano, accusano e prendono di mira coloro che la logica e un minimo di buon senso ci dicono di non avere alcun interesse a far degenerare i fatti.

La Questura e i Carabinieri vengono accusati, assieme al ministero degli Interni di non aver saputo “mantenere l’ordine” da chi è palesemente lieto che non lo abbiano mantenuto. Quando vengono imprigionati mafiosi e malviventi, si dice che il governo non c’entra assolutamente niente con le buone iniziative delle forze dell’ordine. Ora si dice che è “il colpevole” dei misfatti. Palesi e gravi contraddizioni. Ebbene: è proprio di chi trincia tali giudizi che dobbiamo diffidare. E, se ci fosse scappato il morto come a Genova? E se fossero stati colpiti dai rivoltosi i due poliziotti fuggiti dalla camionetta in fiamme? Fatti sfumati con l’aiuto del cielo.

Sono tanti i motivi di riflessione. Riflettiamo bene. Le banche, comunque, da tutta questa storia, a livello nazionale e internazionale ne escono a pezzi. Com’è giusto che sia.

Si può ipotizzare un diffidenza abbastanza decisa nei confronti dell’Alta finanza che – intendiamoci – è contraria ad ogni forma di sentimento libertario e che ha nel Sistema Bancario ad alto livello il proprio braccio secolare. Questa alta finanza, nemica di una libertà, a diverso titolo e maniera accarezzata sia da molti liberali che da molti cultori della socialdemocrazia è assolutamente favorevole allo Statalismo e ad una società falsamente sindacalizzata, ma soprattutto a tutte quelle ragnatele dislocate sul territorio che esercitino su di esso un controllo capillare, come quello che su un aspetto basilare (quello finanziario) esercitano proprio le Banche.

Resta la domanda: “perché proprio in Italia”? La nostra risposta è che proprio in Italia più forte è da sempre il conflitto fra la mentalità social comunista e il tentativo in atto di instaurare uno dei governi più liberali dell’occidente. Contro il sistema bancario, anche. Anche in Grecia i black bloc hanno colpito duro di recente. Oggi potrebbero avercela con l’Italia. L’alta finanza è capace di “giocare” al ribasso su qualcuno. Sarebbe gravissimo e in ogni caso dovremmo difenderci.

Ecco, infine una strana significativa risposta di alcuni rivoltosi pacifici (ma non troppo). Alla domanda: “ma se Berlusconi fosse caduto, le cose sarebbero state diverse?” la risposta era: “Certo, sarebbe stata una festa”.

 

Tue, 2011-10-18 09:12
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