Per un Berlusconi che vince tante riflessioni

Positive conseguenze e possibilità di pensare - Ecco un sospiro di sollievo che rivela la realtà di un'opposizione sterile che però può rinnovarsi
di Rielaborazione reazionale
Per un Berlusconi che vince tante riflessioni

E' bastato lasciar lavorare Berlusconi un attimo per vedere di che cosa sia capace. Far balzare, ad esempio, di 5 punti le borse di tutta Europa in un attimo. Finalmente, chi interpreta la politica nazionale come la necessità di ripetere ogni sera in tv che il Capo del governo debba dimettersi ha dovuto tacere, almeno per quella sera.

Come abbiamo sempre sostenuto sulla nostra rivista, su carta e on line, il Governo Berlusconi, sia per essere stato votato e confermato dal popolo, sia per le le propie caratteristiche, sia per confermare il buon cammino iniziato con la Seconda Repubblica e il maggioritario, sia per non interrompere - ancora una volta le iniziative (realizzazioni) in corso, sia per la insostituibilità di Berlusconi alla guida del partito più votato, oltre che dello stesso Governo, deve assolutamente portare a termine la legislatura. Ciò nell'inetresse primario dell'Italia. Cioè, se non fosse chiaro, della nostra patria, della nostra casa comune.

Chiunque ha lavorato al contrario ha sbagliato, ha perso e dovrà pagare il conto come si paga in un paese civile. Perchè è stato dimostrato che, quando i liberali vincono, hanno le doti civili e morali per non far fuori il nemico, non sgozzarlo davanti alla porta di casa, come fece William the Conqueror dopo la vittoria di Hastings, nè montare ghigliottine ai crocicchi come fece la rivoluzione francese.

Rottamare è, ad esempio, un buon verbo coniato per la sinistra. E Renzi, che afferma lui stesso con serenità come la nuova politica di una sana opposizione non debba limitarsi ad insultare ed ostacolare il governo, è l'astro nascente di un'auspicata sinistra nazionale. O lo sarebbe in un'Italia libera: vedremo... Immediatamente le vecchie cariatidi del partito comfermano tutta la propria reale natura, mintessendo immediate ed aspre polemiche. Contro Renzi personalmente. E' quello che sanno fare.

Due osservazioni vanno, comunque, avanzate immediatamente.

La prima è che rottamare un partito ex marxista, è una necessità storica. Anzi, un'urgenza. Da anni in tanti vanno blaterando sulla "morte delle ideologie", ma soprattutto (o soltanto) perchè è morta la loro. Se non fosse così, se ne potrebbe anche discutere. E chi ci conosce sa che non siamo comunque daccordo. Per strada il contario si constata ogni giorno. Magari, l'ideologia che proggetta libertà e democrazia fosse morta, perchè significherebbe che siamo al traguardo. E' morta, invece, tranne che per pochi nostalgici, l'idea del socialismo reale e del marxismo. Non sono morte - specifichiamo - forme di socialismo e socialdemocrazia non marxiste. Anche se non le condividiamo. Ma rappresentano, certamente, una forma democraticamente proponibile. Ad esempio in un regime di alternanza.

La seconda osservazione coincide - purtroppo - con il timore che tutto ciò che stiamo facendo e continuiamo a fare sia mera poesia. Poichè, come alludiamo spesso e lo rifacciamo adesso, parliamo di una realtà fatta di mere immagini ...evanescenti. Vaghe stelle dell'Orsa, se vogliamo. Realtà o finzione? Dietro le scelte democratiche di cui parliamo ci sono i grandi poteri che lottano fra loro, vestendosi dei  panni di angeli e diavoli. Le marionette, i pupi... Oppure - peggio - un solo blocco nemico, un superstato al cui interno regni un sostanziale accordo. Quel "nemico molto potente e molto astuto" cui secondo la dichiarazione del giudice Giuseppe Ajala si riferiva Falcone poche settimane prima di morire.

Mentre proprio questa sinistra fallimentare, che oggi esibisce solo la litigiosità interna dei suoi principali rappresentanti, ma che per lunghi anni ha goduto dell'appoggio formale di tanta realtà mediatica dentro e persino fuori i confini, ha avuto - non c'è dubbio - l'avallo e l'aiuto da parte di chi vuol destabilizzare la società dall'alto, perchè le scelte democratiche e le istituzioni non funzionino.

Se ne volessimo una conferma, basterebbe guardare agli errori giudiziari, ai frettolosi ergastoli e alle sommarie condanne inflitte dall'attentatuni in poi. Laddove chi doveva rappresentare e proteggere le istituizioni le ha, invece, affossate ancor di più. Ed è il colmo. Se ce ne fosse bisogno...

Tornando agli anti berlusconiani del livello politico: Sono stati illusi che avrebbero riscosso, in caso di caduta del Premier, la relativa taglia. Avrebbero perso comunque. Perchè chi promette quelle taglie è uno che non paga il conto. Adesso non la potranno riscuotere perchè non hanno catturato il "wanted". Ma è chiaro che, come diciamo da sempre, sono di fatto, cioè intrinsecamente, poco o niente.

 

Sun, 2011-10-30 09:00
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