L’oscuro volto dell’anti berlusconismo

L’Europa ha sbagliato per prima con un Euro che traballa ed altro ancora – Adesso bussa alla porta dell’Italia – L’America avversa l’Europa sindacandola con le agenzie di rating. L'Italia liberale ha la sola colpa di voler remare, pur da un angolo, contro le errate e proditorie politiche dei vecchi notabilati - Ma tutto serve oggi tranne la discontinuità…
di Germano Scargiali
L’oscuro volto dell’anti berlusconismo

E’ durato una sola sera il break all’immancabile tiritera su “…l’importante è che Berlusconi si dimetta”. Come se il ritirarsi di Berlusconi in una sorta di Caprera o Isola d’Elba, possa risolvere dall’indomani i problemi del’Italia o, addirittura, dell’Europa. Con un giudizio sommario ed epidermico, si potrebbe osservare che l’importanza del personaggio è – al contrario – confermata da questa sorta di “caccia all’uomo”, che è immediatamente ripresa, quando se n’è ripresentata la minima occasione. Ma la verità che sta dietro è ancor peggiore: non di semplice caccia all’uomo trattasi, ma di caccia alla taglia. Perché c’è, dietro le quinte, chi per la testa di Berlusconi, pagherebbe molto. Anche se poi, magari, non pagherà mai il conto, perché questa è l’abitudine delle oscure forze, subdole e potenti, che si nascondono dietro le quinte e che sono le mandanti di trame e tradimenti da fuori e da dentro il palazzo. Ma in tanti ci cascano da un decennio a questa parte. La nostra teoria sulla taglia, espressa da vari anni, trova conferma - se ce ne fosse bisogno - anche nell'attuale atteggiamento dell'Udc: entriamo nel governo, purchè vada via Berlusconi.

Non basta che il premier venga platealmente accettato a livello internazionale e che sul merito si può sicuramente discutere (ma quando mai il merito ha fatto la differenza nella politica italiana, basata invece sulla spartizione, purtroppo). E' la testa di Berlusconi che occorre dimostrare di aver fatto cadere, per portarla su un piatto d'argento a chi la richiede. E ciò non può essere dovutoad altro - sin dall'inizio - al fatto che Berlusconi è l'unico elemento che "fa la differenza".

Non importa che proprio quella discontinuità da più parti richiesta sarebbe un danno grave, sia a breve che a lunga scadenza, perchè danneggerebbe subito la posizione dell'Italia dipingendola come instabile in un momento in cui deve dimostrare il contrario. A più ampio raggio, come scriviamo su Palermoparla cartaceo (consultabile on line a destra in alto di questa home page), costituirebbe l'ammissione di una sconfitta della nuova repubblica e del maggioritario, che è un sistema che può essere migliorato purchè resti irrinunciabile. Sarebbe un ritorno alla litigiosità e alle continue cadute e ricambi di governo della peggior tradizione nazionale che la nuova realtà politica, ad ogni livello, non ammette più. Una magra figura già fatta registrare dal governo Prodi e dai cambiamenti di quella legislatura, partita nel peggiore dei modi con una maggioranza inesistente.

Frattanto, in un brevissimo termine, il Pdl con Berlusconi e il giovane Alfano, ha raccolto oltre 1 milione di iscritti e ciò prova – sempre che dovessimo limitarci ad una visione ristretta del problema – che uno dei motivi, forse non secondario dal loro punto di vista, che oppositori come il Pd vogliono subito togliere di mezzo il Premier è che temono o sanno che, giungendo al termine della legislatura, può ben …vincere di nuovo.

Ma, ripetiamo, siamo ancora ad una visione limitata del problema. Perché la verità è che Berlusconi e il suo partito è un raro caso, forse l’unico, che tenta una rottura con gli errori in cui da decenni cadono non solo l’Italia, ma anche l’Europa e gli stessi Usa. Prova ne sia che tale realtà – grande che sia – versa in piena crisi nel suo intero complesso.

Quali colpe possono l’Europa o l’America imputare all’Italia? Nessuna. Sono colpe comuni che appartengono al passato. Ma il peggio è che dietro le colpe che sembrano “scelte”, ci sono interessi perniciosi e avversi al progresso, allo sviluppo,alla salute dei popoli e si chiamano: statalismo, capital socialismo, egoistica politica bancaria e di borsa, finanza separata e contraria all’economia. Chi parla male del liberismo non sa quel che dice. Se per liberismo si intende quel che volevano Einaudi, Don Sturzo e la scuola liberale dell’Università di Torino. E’ il liberalismo all’italiana che fa paura. Esso significa: libertà di iniziativa dal basso, libertà di autoccupazione, libertà di circolazione dei beni. Libertà di pensiero e di cultura…

Quest’Europa che ha creato un Euro proditorio e abortivo, una Bce che non sta funzionando che cosa vuole esattamente dall’Italia, prima che da Berlusconi? E’ questo che bisognerebbe capire, prima di dover imporre – pur di farla contenta – sacrifici così penosi agli italiani.

Questa America che con le agenzie di rating (che l’Europa non ha) taglia i panni addosso al Vecchio continente, che non sa come reagire, perché sostanzialmente disorganizzato e tendenzialmente imbelle nel suo insieme, che cosa vuole esattamente dall’Europa e dall’Italia, all’indomani di aver provocato essa (l’America di Obama) l’intera crisi mondiale? Anche questo bisognerebbe chiederlo.

Non temono, forse,Usa ed Europa del Nord la posizione italiana, proiettata verso il cuore del Mediterraneo, con nil suo nuovo Rinascimento e le nuove rotte provenienti da Far East e a contatto con l’emergente realtà africana?

A valle di queste ed altre domande un Bersani, che non sa neppure pronunziare la ci, che dice “desisioni” invece di decisioni, l’ennesimo politico provinciale da pane e mortadella da prima repubblica, che cosa può dire a Berlusconi, che è un uomo entrato a mani nude nel novero della realtà mondiale della produzione e dedica ora le proprie forze e la propria mente al Paese cui appartiene?

__________________________

L’ultima nota  è la seguente. Che gli Usa di Obama – che si va confermando quel “pupo” che noi subito dicemmo, in mano a chi lo manovra – lusinga la Merkel e Sarkozy, due personaggi che stanno confermando purtroppo i loro limiti, lasciandosi incantare da un paese che, a propria volta, se non corre ai ripari, rischia di rimanere soltanto con i ricordi della vecchia potenza e …i grattacieli. Eppure sia Obama che la Merkel e Sarkozy si sono appena premurati a legittimare Berlusconi, proprio per i medesimi motivi da noi addotti: tutto srve al momento tranne la discontinuità.

Wed, 2011-11-02 10:33
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