Quegli uomini troppo piccoli

Sono spesso i politici rispetto a chi decide in più alto loco
di Germano Scargiali

 

 

 

 

Dagli Usa all'Europa fino, ovviamente, all'Italia, i recenti fatti politici lasciano inrtravedere un'inquetante realtà che sta dietro la stessa denocrazia. Chi è mai in grado di "far cadere" Obama, la Merkel o Sarkozy? Perchè potrebbe venire il loro "turno", dopo la caduita di Berlusconi? Succederebbe quando credono di poter realmente mettersi a decidere, a ..."comandare"?

Noi non vogliamo offendere nessuno e tanto meno qualche uomo politico in particolare. Lo fanno persino troppo spesso tanti italiani nella vita di ogni giorno. Non si può fare a meno, tuttavia, di costatare come spesso ci si imbatta in “uomini troppo piccoli di fronte a problemi troppo grandi”.

Si pensi anzitutto al problema agitato su questo stesso numero della rivista sul conflitto certamente in corso fra potere politico e potere bancario. Può sembrare evidente che il secondo possa contare su uomini ben più ferrati di quelli che democraticamente riusciamo a selezionare per rappresentarci in politica, indipendentemente a ogni ragionamento sulla corruzione, le infiltrazioni mafiose, l’interesse privato…

Se è così, c’è veramente da aver paura, perché non possiamo neppure dire, come da più parti si va facendo, che la politica, vista come funzione pubblica possa mai essere oggetto di una rinunzia, una sorta di abdicazione, da parte della democrazia. Non si può, insomma, saltare a piè pari la politica prendendo a prestito, come sembra volersi fare di recente, i tecnici.

Tuttavia, tornando alla qualità e alla stessa cultura, cioè alla preparazione degli uomini politici, basta chiedersi se siano all’altezza di capire quanto serva il ponte sullo Stretto di Messina, quanto il nucleare e quanto valgano le fonti di energia alternativa.

Non sono che tre esempi fra i mille che possono lasciarci perplessi. Altri se ne potrebbero fare. Ma in linea generale c’è da chiedersi quanto sappiano tanti politici in più dell’uomo della strada, che vediamo, purtroppo, preda dei più facili media, della pubblicità e delle chiacchiere.

Oggi, la realtà del pianeta, dei continenti, delle nazioni, il veloce susseguirsi degli eventi richiederebbe una presenza non solo costante ed attiva, ma anche concreta su tutti i reali problemi. Non c’è dubbio che certi uffici e che certe leve del potere e della società fruiscono di grandi cervelli e che il conflitto con una classe politica in ritardo rappresenti un grosso problema non estraneo a quelli che stiamo attualmente vivendo.       

Wed, 2011-12-07 09:56
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