25 spacciatori arresatati allo Zen

Le incarcerazioni a dozzine che si susseguono da tanti anni non estinguono il fenomeno
di Aldo Mannino
25 spacciatori arresatati allo Zen

Altri 25 arresti a Palermo nella criminalità della droga, di cui lo Zen viene definito dalla polizia e dai carabinieri un "bacino d'eccellenza". A molti zeri su unitàù di tempo brevissime le cifre riportate dalla cronaca giudiziaria per un "take away" e una serie di canali di distribuzione ai "nescituri" che fornivano la "merce" agli angoli di altri quadrivi sparsi nella città capoluogo e anche altrove. Dai pusher del Zen andavano a "rifornirsi" anche i turisti. Che l'agognato afflusso di questi ultimi debba soffrirne se dovessimo estirpare il male dai quartieri "vocati" della storica Panormus che nei secoli dei secoli dalla sua fondazione, la cui memoria si perde nei tempi, ne ha vise di tutte i colori?

Quel che stupisce è che non bastano gli arresti a ventine, a dozzine, di malavitosi organizzati in genere, troppo facilmente indicati spesso come "la mafia" non riesca mai a liìmitare drasticamente il fenomeno criminale. Sono anni che si vedono e sentono incarcerare "mafiosi" a dozzine. Non è che negli anni '50, '60, '80 e via discorrendo, cioè ancor prima dei rigori susseguenti e paralleli all'atmosfera di tangentopoli, fino a giungere a quella che potrebbe sembrare persino una "caccia alle streghe". Diero gli arrestati di oggi, afferma il gr 3 locale, l'ombra di Cosa nostra. E poteva essere che non lo dicessero?

I rapporti di difesa e offesa fra poliziotti e spacciatori – come si viene a sapere da fonte di chi ha diretto le operazioni – avevano i tratti di una vera e propria guerra cittadina, sia pure priva di armi. Il territorio veniva controllato da giovani, finti passanti, altri in motorino, che davano l’allarme all’approssimarsi della …madama. Ma non ci sono, diciamo noi, un paio di elicotteri che  rumoreggiano di giorno e di notte sui cieli della città? Si vede che sono simili agli aerei spia americani: vedono tutti ma… purtroppo non capiscono niente, diceva un comico.

Frattanto prosegue il processo sul caso Mauro Rostagno. Una giustizia lenta, un qudro improprio di ciò che avviene attorno alle nostre case, attorno a noi alle madri di famiglia e ai nostri ragazzi... Una situazione che prosegue, cui non giova il cambio di colore al vertice della politica. Sembra che la destra faccia un po' meglio, ma  con chi stanno gli "apparati"? Cioè, da che parte esattamente?

L'onorevole D'Alema ha inteso "chiarire" che gli arresti avvengono, ...nonostante e contro il governo in carica. Non capisce che ciò equivale ad ammettere che lìItalia sia un paese in cui il governo può venir messo in condizione di governare. E qusto sarebbe più scandaloso e pericoloso del malgoverno stesso.  In uno Stato, in una Nazione così niente di buono ci si può attendere.

Thu, 2011-04-14 07:40
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