Come Tommaso Dragotto pensa al Comune

Da apolitico non si preoccupa della reazione dei “politici”
di Germano Scargiali

Dell’ufficiale di marina ha conservato – anche nell’espressione – l’abitudine di guardare lontano. In ricordo del mare c’è sempre qualche quadro sui muri delle stanze  e c'è un poster sull’Acquasanta, il luogo natìo. Ma dal 1963 Tommaso Dragotto si è dedicato alle auto, a noleggiarle, a moltiplicare i numeri di Sicily by car, la sua creazione, l'azienda con cui tutti lo identificano. Adesso, a quanto pare, c'è dell'altro... Frattanto, ha acquisito nel 2005 Auto Europa, fino a disporre di oltre 10 mila macchine. Ancora, come quando navigava, può parlare di flotta. E lo fa.

L’animo irrequieto e l’instancabilità, sue indubbie caratteristiche, lo hanno spinto a pensare alle imminenti elezioni amministrative a Palermo, con l’intenzione dichiarata di sopperire ai mali della sua città. Per l’amata Palermo non ha dubbi: si è fatto e si fa troppo poco. Ma Dragotto lancia un suo personale "j'accuse" a tutta la classe politica.

Non si preoccupa della crisi di rigetto che la politica ha per i …non politici? Ne abbiamo esempi lontani e vicini. Fra i primi ricordiamo anche Umberto Agnelli. Quelli vicini li abbiamo sott’occhio…

“Che la politica abbia un rigetto verso determinati liberi movimenti mi sembra naturale. Anzi per la politica l’avversione in questi casi rappresenta una sorta di chiodo fisso. Ciononostante io mi propongo come apolitico e i cittadini chiedono più partecipazione e soprattutto una città, una regione ed uno stato migliori”

I cittadini hanno, certo, ragione nel chiedere una realtà migliore, ma i mezzi sono scarsi e i problemi tanti…

“No. Chi vuole una città migliore cozza con chi si occupa di una politica distruttiva, dal momento in cui la politica non si occupa della città”.

Mi sembra un parere durissimo…

“C’è di più. Quando nasce un movimento, l’atteggiamento della politica è di rifiuto, ma persino di arroganza e supponenza. Tali da prevalere sulla logica del movimento. Anche se questo, aggiungo, si offre di lavorare per il bene e della città e dei cittadini”.

Il suo, mi sembra, è un attacco generale alla realtà politica nel suo insieme. Non fa proprio alcuna distinzione?

“No di certo. Io dico che i politici, usando un loro privilegio comune fanno del cittadino qualcosa da manovrare, con riferimento ad una pubblicità mediatica che riesce addirittura a comprimere la volontà dello stesso. Nel momento del voto tutto ciò gioca un ruolo decisivo. Sì, la politica ha superato il limite della prevaricazione mediatica. E pur tuttavia sono ora convinto che il cittadino abbia preso coscienza di quel che accade nella propria comunità, ma soprattutto conto che abbia preso coscienza del proprio potere, della propria capacità, della propria intelligenza”.

Che cosa vede, dunque, dietro l’angolo?

“Nel dare il voto alle prossime amministrative, ci vuole un volto nuovo che dia la speranza, ci vuole un volto nuovo che dia sicurezza, ci vuole un volto nuovo che dia fiducia a tutti noi, affinché la città si svegli da questo letargo e questo degrado che, secondo me, la politica ha volutamente innescato”.

Lei parla di una sua iniziativa concreta. Un sondaggio?

“Il tre ottobre inizierà per mia iniziativa un sondaggio d’opinione in tutta la città, affinché i cittadini con la loro capacità e il loro potere possano decidere chi sarà il vero sindaco di Palermo.”

Ma lei si vuole candidare a Sindaco?

“Se dal sondaggio risulterà che il popolo desidera avere un volto nuovo, io sarò disponibile a candidarmi per il bene della città. Se il popolo non lo desidera, ne prenderò atto e non sarò candidato a sindaco. Ma progettualmente collaborerò a realizzare il bene della città stessa”.  

Sun, 2011-09-18 12:07
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