Pesca - Bando regionale per il Piano di sviluppo di filiera

All'Ars riunione dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo

La pesca siciliana e quella mediterranea non vogliono cedere il passo alla invadenza della pesca oceanica e alla capacità di commercializzazione da parte delle multinazionali del settore.

Una nuova importante occasione si offre ora alle imprese che operano nell’ambito del Distretto della Pesca.

Presso la Sala Rossa dell’Ars, l’Osservatorio della pesca nel Mediterraneo ha svolto la prima riunione del 2010. Quest’organismo scientifico è stato istituito il 19 maggio del 2006 in seno al Distretto Produttivo della Pesca di Mazara del Vallo - Cosvap.

Tema principale dell'incontro è stato il bando relativo al Piano di sviluppo della filiera ittica, emanato dalla Regione nell’ambito del Po Fesr 2007-2013 e che stanzia 121 milioni di euro alle aggregazioni produttive e di filiera.

Il Piano di sviluppo di filiera si articolerà in un Piano integrato di Servizi Comuni, in un Piano degli investimenti innovativi ed in un Piano di innovazione aziendale.

“Il lavoro svolto fin qui dall’Osservatorio, attraverso la sinergia fra mondo imprenditoriale, bancario e della ricerca ed innovazione –ha dichiarato l’ingegner Giuseppe Pernice, coordinatore dell’Osservatorio – permetterà sicuramente alle imprese della filiera ittica di trarre benefici attraverso il bando regionale, cui vanno apportati dei correttivi. Vista la complessità del bando, solamente 6/7 Distretti fra i 23 presenti in Sicilia possono accedere ai vantaggi del bando”.

Intervenendo il parlamentare europeo Antonello Antinoro, membro della Commissione Pesca dell’Ue, ha sottolineato che “…la possibilità fornita dalla recente entrata in vigore del Trattato di Lisbona, che consentirà al Parlamento Europeo di legiferare anche in materia di Pesca, ci sarà di aiuto. Finora, purtroppo, la pesca siciliana ha avuto poco spazio nelle politiche decise a Bruxelles, ma ora le cose potranno cambiare.”. Concludendo, il deputato europeo ha annunciato la imminente visita in Sicilia (29 - 31 marzo) di una delegazione della Commissione Europea della Pesca, con la probabile partecipazione del nuovo commissario europeo alla Pesca Maria Damanaki. Alla riunione dell’Osservatorio sono intervenuti anche il vice presidente dell’Ars Camillo Oddo e il presidente della Commissione Affari Produttivi dell’Ars, Salvino Caputo. Entrambi hanno auspicato sia una maggiore attenzione dell’Ue nei confronti della pesca siciliana, sia il sostegno, attraverso risorse ad hoc, all’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo.

E’ intervenuto anche l’Assessore regionale alle Politiche Agricole e Alimentari Titti Bufardeci, che ha dichiarato: “dobbiamo dare il massimo sostegno possibile al settore con una politica concreta che si basi anche sull'utilizzo razionale ed efficiente delle risorse comunitarie che derivano dal Fondo europeo per la pesca. Abbiamo già portato avanti parecchie misure, grazie ad un confronto serrato e quotidiano con gli operatori del settore della pesca. Sono stati compiuti dei significativi passi avanti con interventi che vanno dal riconoscimento dello stato di calamità alla condivisione del periodo di fermo biologico e all'introduzione di misure formative, per consentire ai pescatori siciliani di affrontare le sfide delle nuove regole di sicurezza a bordo della normativa europea”.

Nel corso della riunione, Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto Pesca - Cosvap parlando del “Piano di sviluppo della filiera” ha ribadito: “rappresenta un volano per l'intera economia siciliana perchè consente l'aggregazione delle imprese, che diventano così più competitive in campo nazionale e internazionale. L'obiettivo è di coniugare la tradizione della pesca siciliana con interventi mirati di innovazione e ricerca”. L’ultima parte della riunione è stata dedicata alla discussione sui progetti di cooperazione transfrontaliera Italia - Tunisia e Italia - Malta.

Ma il problema maggiore da affrontare rimane quello di invertire la convinzione espressa dall’Ue che si debba basare la difesa del Mediterraneo su una pedissequa diminuzione dello sforzo di pesca, intesa come presenza di pescherecci in mare. Occorre invece, nella convinzione dei rappresentanti del Distretto, sulla scorta di dati provenienti dall’Osservatorio e dallo stesso Ispra (Istituto superiore per la ricerca ambientale: il Mediterraneo è un mare giovane) migliorare, programmare, ottimizzare la qualità dei sistemi di pesca, riducendogli sprechi, eliminando gli errori, sfruttando in piano, ma tecnicamente, le enormi risorse disponibili.

Thu, 2010-02-25 10:34

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