La Blue economy una “casa” da costruire

Sempre intensa l’attività tecnico politica della pesca mazarese guidata dal Distretto Cosvap e dal presidente Tumbiolo
di Rielaborazione redazionale

Prosegue, lungo la strada indicata dal Distretto pesca di Mazara del Vallo, il cammino verso il possibile traguardo della Blue economy, che potrebbe trasformare il mare – il Mediterraneo in particolare – in una risorsa maggiore che nel passato, anziché qualcosa da cui “tenersi lontani” come sembrerebbe indicare una certa politica e certa demagogia… La blue economy rimane, insomma, nel suo complesso una casa da costruire. Tutto per uno sfruttamento compatibile e cosciente con i supporti della tecnica e dell’esperienza di cui oggi si dispone, anche mettendo a partito organi che già esistono come il Cnr e l’Ispra (Istituto superiore per la ricerca ambientale, ndr).

Due giornate di incontri si sono appena aggiunte alla attività del Distretto Produttivo della Pesca-Cosvap. Nel pomeriggio di lunedì 25 ottobre, nell’ ambito del 13mo Convegno Europeo sul Diritto d’Asilo, presso la Biblioteca del Seminario Vescovile di Mazara si è tenuta una tavola rotonda al quale hanno partecipato rappresentanti di associazioni umanitarie europee.

Nel corso dell’incontro il Presidente del Distretto-Cosvap, Giovanni Tumbiolo,  ha illustrato le attività del Distretto della Pesca e del progetto di creare una “Blue Economic Zone” nel bacino del Mediterraneo: un modello di cooperazione socio-economica finalizzata alla utilizzazione razionale di tutte le risorse disponibili ed alla valorizzazione degli elementi fondativi dello sviluppo quali l’ambiente e ancor primo l’uomo. Alla tavola rotonda sono intervenuti gli armatori Eugenio Giacalone, Mario Asaro e Vincenzo Asaro proprietari dei motopesca “Vincenza Giacalone”, “Aliseo” ed “Ariete”, protagonisti in questi anni di numerosi salvataggi in mare di immigrati extracomunitari.

A rappresentare i marittimi mazaresi è stato il capitano Mimmo Ferro dell’Associazione Lampo. Si è parlato anche della “questione Libia” relativa ai recenti casi di mitragliamento di pescherecci mazaresi e all’estensione, decisa unilateralmente dal febbraio 2005 dalle autorità di Tripoli, delle acque territoriali libiche fino a 74 miglia

A far visita al Distretto invece il 26 ottobre è stata una  delegazione della Regione Abruzzo impegnata in una missione scientifico - imprenditoriale per conoscere il sistema pesca siciliano.  La delegazione è interessata all’esperienza unica maturata in Italia e cioè quella del Distretto Industriale della Pesca, quale “best practise” di sviluppo socio-economico.  

I 18 componenti della delegazione, composta da 6 operatori della pesca (a strascico, piccola pesca e vongolari), da 12 rappresentanti del settore scientifico e dell’ambiente marino e fra i quali il responsabile della Direzione della Pesca della Regione Abruzzo, dr. Antonio Di Paolo, ha visitato il Distretto della Pesca: (porto, pescherecci, cantieri navali, industrie lavorazione del pescato, impianti frigoriferi e di conservazione dei prodotti ittici e ad alcune imprese della filiera ittica).

Successivamente, la delegazione si è trasferita nella località di Capo Granitola (Campobello di Mazara) presso la nuova avveniristica sede dell’IAMC-CNR  di Capo Granitola. Qui  hanno incontrato i componenti dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo, organismo tecnico-scientifico del Distretto coordinato dall’On.le ingegner Giuseppe Pernice. Il Presidente del Distretto-Cosvap, dott. Giovanni Tumbiolo,  ha presentato alla delegazione abruzzese il modello dell’Osservatorio della Pesca e della “Blue Economy” elaborato in ambito distrettuale. Il direttore dell’Iamc-Cnr, dr. Salvo Mazzola, ha invece illustrato le attività del Centro di Capo Granitola.

Alla fine dell’incontro la delegazione abruzzese ha invitato i rappresentanti del Distretto della Pesca a ricambiare la visita per conoscere la realtà ittica adriatica ed al fine di avviare una fattiva collaborazione.     

In merito alla questione Libia è intervenuto il Presidente del Distretto della Pesca Giovanni Tumbiolo il quale ha sottolineato come la strada maestra per risolvere le controversie sia quella della cooperazione tecnico -scientifica in materia di pesca. “…Necessita – ha avvertito Tumbiolo – di una  progettualità condivisa ed omogenea. …Duplicazioni e sfilacciamenti, che di fatto incoraggiano le ‘azioni dilatorie’ della controparte libica, appaiono inopportune. Esse hanno l’unico effetto di differire ulteriormente la definizione di una questione fondamentale per l’economia ittica siciliana e per lo sviluppo economico del nostro territorio”.

Dalle nostre pagine sottolineiamo come all’azione tecnica, scientifica, umana e culturale della pesca mazarese, guidata dal distretto Cosvap, andrebbe affiancato un sostegno politico che vediamo attualmente limitato ad un livello molto larvato, rispetto alla presenza che si prospettava in passate legislazioni… Specie per quel che riguarda proprio “chi di competenza” e cioè il governo regionale.

Wed, 2010-11-03 08:54

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