E no Sacconi ti sbagli

I politici del Sud non sono cattivi per natura
di Germano Scargiali

Non si può immolare sull’altare del federalismo fiscale l’intera solvibilità morale del sud. Può mai, un ministro Sacconi, buttare la croce addosso alla classe politica del Sud Italia e della Sicilia, come se fosse tutta marcia.

Molti concetti si possono opporre a tale generalizzazione, purtroppo frequente non solo nello spirito leghista, che è, al riguardo, quanto di peggio si possa civilmente immaginare. Vi sono verità – per inciso – che anche se hanno un fondamento, non possono essere sostenute. E una di queste è che un popolo sia “cattivo per natura”, che sbagli per abitudine o per principio. Perchè questo è razzismo.

Ma le obiezioni che noi opponiamo decisamente alla logica espressa da Sacconi sono altre, scendono sul piano pratico, di una concretezza storica inoppugnabile. Se gli uomini politici meridionali e siciliani hanno deluso, la loro maggior colpa è di aver fatto i vicerè – vedi De Roberto – cioè di essersi contentati dell’investitura dal Centro e di aver letteralmente “venduto” la Sicilia e il Sud agli interessi colonialistici del Nord Italia.

C’è il sud che subisce ogni angheria, come l’importazione di prodotti dell’agroalimentare e della pesca in particolare da paesi stranieri, dalle multinazionali, ovvero dai paesi poveri limitrofi (Spagna e Grecia) e del terzo mondo, ma costretto a comprare macchine utensili di ogni tipo di fabbricazione nazionale (al nord).

C’è quello che subisce l’onta di strade ferrate e vie di comunicazione insufficienti, di treni lenti e decrepiti, di mancati interventi sul costo del biglietto sui mezzi che comunicano con il nord del mondo…

Ma c’è anche una terza osservazione inoppugnabile: la classe politica nazionale è sempre stata ricchissima di uomini del sud e della Sicilia, che hanno ricoperto cariche di ministro e capo del governo, oltre che di Presidente della Repubblica. Si potrebbe infierire affermando che hanno puntualmente mantenuto della propria origine solo una punta di dialetto e l’abitudine a fare le corna scaramantiche dietro la schiena come il vecchio presidente Leone.

I politici del Sud Italia e della Sicilia hanno innovato, sperimentato e governato sempre a livello nazionale. Anche a livello locale non tutti hanno tradito, non tutti hanno deluso. Hanno anche incontrato difficoltà spesso insormontabili, per motivi geografici, storici e …politici.

Ciò che ha deluso è l’intero esito di questo dopoguerra e dell’intera unità d’Italia. Nel corso degli anni si è fatto ben poco per un corretto sviluppo del Sud, anzi si è cercato di evitarlo. Il sud si è rifugiato nell’economia in nero e nella malavita organizzata, il cui comportamento, intendiamoci, è di ribellione al sistema, alla legalità, anche e soprattutto per la poca fede che essa ha ispirato negli animi più ribelli, negli strati più poveri ed emarginati della popolazione meridionale. O si dimenticano le colpe della società nella scaturigine della criminalità stradale. Combattiamola con i mezzi più adeguati, sul piano della repressione, ma sul terreno dello sviluppo, prima ancora che culturale. Continuare a gettare la croce addosso ai “cattivi per natura”, ai “criminali per vocazione”, ai “riottosi per tendenza” è solo stolidanza, stupidità assoluta.

E non si faccia lo stesso con l’Africa, lasciata nel sottosviluppo per la paura della probabile concorrenza che essa eserciterebbe se …crescesse. Ma non è vero: una mente che abbia un minimo di lungimiranza capisce benissimo che lo sviluppo del vicino è, nella sommatoria, motivo di sviluppo per tutti. Né possiamo continuare a tenere alla fame i popoli confinati. Si esca dunque dall’ignoranza e dalla stupidità di certi assiomi ripetuti pappagallescamente contro ogni verità, contro ogni cultura.

Sacconi in particolare ha scaraventato stamani su Rai 1 alle 8,30 circa una caterva di stupidaggini di infimo profilo. Berlusconi non deve e non può mantenere in carica ministri di tale basso livello.

 

Thu, 2010-01-28 10:35
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