Non si può immolare sull’altare del federalismo fiscale l’intera solvibilità morale del sud. Può mai, un ministro Sacconi, buttare la croce addosso alla classe politica del Sud Italia e della Sicilia, come se fosse tutta marcia.
Molti concetti si possono opporre a tale generalizzazione, purtroppo frequente non solo nello spirito leghista, che è, al riguardo, quanto di peggio si possa civilmente immaginare. Vi sono verità – per inciso – che anche se hanno un fondamento, non possono essere sostenute. E una di queste è che un popolo sia “cattivo per natura”, che sbagli per abitudine o per principio. Perchè questo è razzismo.
Ma le obiezioni che noi opponiamo decisamente alla logica espressa da Sacconi sono altre, scendono sul piano pratico, di una concretezza storica inoppugnabile. Se gli uomini politici meridionali e siciliani hanno deluso, la loro maggior colpa è di aver fatto i vicerè – vedi De Roberto – cioè di essersi contentati dell’investitura dal Centro e di aver letteralmente “venduto” la Sicilia e il Sud agli interessi colonialistici del Nord Italia.
C’è il sud che subisce ogni angheria, come l’importazione di prodotti dell’agroalimentare e della pesca in particolare da paesi stranieri, dalle multinazionali, ovvero dai paesi poveri limitrofi (Spagna e Grecia) e del terzo mondo, ma costretto a comprare macchine utensili di ogni tipo di fabbricazione nazionale (al nord).
C’è quello che subisce l’onta di strade ferrate e vie di comunicazione insufficienti, di treni lenti e decrepiti, di mancati interventi sul costo del biglietto sui mezzi che comunicano con il nord del mondo…
Ma c’è anche una terza osservazione inoppugnabile: la classe politica nazionale è sempre stata ricchissima di uomini del sud e della Sicilia, che hanno ricoperto cariche di ministro e capo del governo, oltre che di Presidente della Repubblica. Si potrebbe infierire affermando che hanno puntualmente mantenuto della propria origine solo una punta di dialetto e l’abitudine a fare le corna scaramantiche dietro la schiena come il vecchio presidente Leone.
I politici del Sud Italia e della Sicilia hanno innovato, sperimentato e governato sempre a livello nazionale. Anche a livello locale non tutti hanno tradito, non tutti hanno deluso. Hanno anche incontrato difficoltà spesso insormontabili, per motivi geografici, storici e …politici.
Ciò che ha deluso è l’intero esito di questo dopoguerra e dell’intera unità d’Italia. Nel corso degli anni si è fatto ben poco per un corretto sviluppo del Sud, anzi si è cercato di evitarlo. Il sud si è rifugiato nell’economia in nero e nella malavita organizzata, il cui comportamento, intendiamoci, è di ribellione al sistema, alla legalità, anche e soprattutto per la poca fede che essa ha ispirato negli animi più ribelli, negli strati più poveri ed emarginati della popolazione meridionale. O si dimenticano le colpe della società nella scaturigine della criminalità stradale. Combattiamola con i mezzi più adeguati, sul piano della repressione, ma sul terreno dello sviluppo, prima ancora che culturale. Continuare a gettare la croce addosso ai “cattivi per natura”, ai “criminali per vocazione”, ai “riottosi per tendenza” è solo stolidanza, stupidità assoluta.
E non si faccia lo stesso con l’Africa, lasciata nel sottosviluppo per la paura della probabile concorrenza che essa eserciterebbe se …crescesse. Ma non è vero: una mente che abbia un minimo di lungimiranza capisce benissimo che lo sviluppo del vicino è, nella sommatoria, motivo di sviluppo per tutti. Né possiamo continuare a tenere alla fame i popoli confinati. Si esca dunque dall’ignoranza e dalla stupidità di certi assiomi ripetuti pappagallescamente contro ogni verità, contro ogni cultura.
Sacconi in particolare ha scaraventato stamani su Rai 1 alle 8,30 circa una caterva di stupidaggini di infimo profilo. Berlusconi non deve e non può mantenere in carica ministri di tale basso livello.
Post new comment