Berlusconi e il processo Mills

Lo zelo dei magistrati si manifesta solo quando c’è di mezzo il presidente del Consiglio
di Lydia Gaziano

 

Come volevasi dimostrare: anche il processo Mills finisce in una bolla di sapone. Ancora una volta l’operato dei giudici milanesi a livello internazionale viene sconfessato. Dunque, la persecuzione nei confronti di Berlusconi c’è, eccome! Del resto le montagne di fascicoli depositati nelle aule di giustizia per indagini pendenti, stanno lì a testimoniarne il malfunzionamento della giustizia. Le esigenze dei cittadini comuni sono di regola ignorate, ma la vita pubblica e privata del nostro presidente del consiglio resta continuamente sotto i riflettori e con una luce sfavorevole. La volontà, da parte di qualcuno, di nascondere le proprie malefatte attirando l’attenzione su chi cerca di governare questo difficile paese è chiara.

Cupole, cupoline e cupoloni, caste piccole, medie e grandi: tutti lì ad attaccare Berlusconi e il suo governo. Ma perché, a che scopo? E anche se qualche motivo di malcontento ci fosse, non è democratico buttare giù un governo al lavoro per mantenere i propri privilegi di casta. Perchè i veri grandi nemici di Berlusconi sono di un certo tipo e non si trovano nel popolo. Infine: sarebbero in grado gli oppositori di governare l’Italia? Certamente no, perché - come hanno dimostrato - sanno solo litigare tra loro per le poltrone, ignorando del tutto la volontà del popolo.

Non è con la violenza, il gossip e le aule di giustizia che si governa il paese, ma con tutto il contrario.

Sat, 2010-02-27 10:59
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