Il paradosso della marcia della maggioranza

Non ci risulta che ci siano precedenti nella storia
Il paradosso della marcia della maggioranza

 Oggi il Gr Uno ha dato in sintesi una notizia da conservare nel bestiario delle assurdità. Come fa un cronista a non accorgersi della contraddizione di termini contenuta in un certo insieme di parole, che pur tuttavia hanno un senso compiuto?

Oggi a Roma, è prevista la marcia di protesta della maggioranza”. Queste le parole del cronista.

Se la notizia è quando un uomo morde un cane e non viceversa, secondo il più famoso insegnamento dell’arte giornalistica, eccone dunque un esempio scolastico.

Da quando in qua è la maggioranza ad esibirsi in manifestazioni di protesta? Su questa notizia, laconicamente espressa dal GR1, si potrebbe dire tanto. Forse tutto e il contrario di tutto.

Ma contro chi marcerebbe la maggioranza? Ma, la maggioranza non governa? E contro chi marcerebbe? Contro l’opposizione?

Sarebbe interessante ricercare se siamo di fronte al primo caso nella storia in assoluto.

Nel paese dei non sensi si è giunti, dunque, anche a questo. E il cronista non si accorge neppure del paradosso. Tanto è invalsa l’abitudine ad assistere allo strapotere di un’opposizione che usa al contempo l’arma della piazza e quella del massimo capitalismo bancario.

Due verità si contrastano su una sorta di ring immaginario: l’Italia potrebbe essere il paese migliore del mondo, il più democratico, in cui anche la maggioranza sfila in ordinate manifestazioni (sarebbe proprio bello, no?), ovvero siamo entrati di diritto nel Guinness della stupidità.

Del governo, frattanto, si dice di tutto. Si parla di governo spaccato. Invece basterebbe parlare di governo infiltrato. Il quadro è ovvio all’occhio imparziale. Sappiamo benissimo che le armi contro i liberali sono tutte attive sin dal tempo del “Berlusconi uno”, vittima del primo ribaltone, dove assistemmo all’assurdo tandem lega – comunisti.

Ma fra tutte le armi la più subdola è l’infiltrarsi di elementi con il compito di disgregare il governo dal suo interno. Quelli che oggi “si spaccano” erano tutti già nel libro nero da molto tempo. Sapevamo bene che erano “i cattivi”. Ciò che dispiace è che qualche brava persona sia rimasta anch’essa coinvolta. Siamo di fronte, ancora una volta, ai mille modi di manifestarsi del Male che non manca, purtroppo, di far danno anche gravemente al consorzio umano.

Ma il tradimento della volontà del legislatore, che la stessa attuale opposizione aveva contribuito – per tornare al discorso della marcia – è ovvio. Perché in tutto il mondo, con l’Italia in testa, si è modificato il sistema elettorale per dare più potere alla maggioranza e consentirle di svolgere, per il suo mandato, l’azione di governo. Il tradimento dello spirito delle leggi in Italia è al colmo.

 

Thu, 2010-03-04 11:13
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