Le associazioni diabetiche siciliane aderenti alla FAND hanno definito un protocollo d’intesa con l’Associazione Nazionale per le Infezioni Osteo-articolari (ANIO). In un incontro a Caltanissetta, alla presenza di presidenti delle organizzazioni presenti, il Presidente Nazionale ANIO, Girolamo Calsabianca, e il Consigliere Nazionale della FAND per la Sicilia, Benedetto Alabastro, hanno definito e sottoscritto il protocollo d’intesa regionale che attua quanto già previsto da un accordo analogo a livello nazionale firmato il 9 gennaio 2009.
Infatti, circa un anno fa, le due organizzazioni ANIO e FAND, rappresentati rispettivamente dal presidente Girolamo Calsabianca e dal presidente Vera Buondonno, sottoscrissero un primo protocollo d’intesa a Milano, finalizzato a iniziative di prevenzione delle complicanze degenerative legate al “piede diabetico”, stimolando tutte le comuni iniziative di contrasto alla malattia e intervenendo, presso le istituzioni preposte per una sempre più mirata assistenza.
In Sicilia si è ritenuto utile un protocollo regionale, vista la diversità di esigenze che la regione continua ad avere a discapito delle migliaia di malati di diabete complicati da osteomielite. Dal 1987, data che vede legittimare i diritti del diabetico grazie alla legge 115, c.d. legge Lombardi, fondatore della stessa FAND, si reclama, ancor oggi, l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, o ancor peggio l’attuazione della medesima legge.
Oggi la Sicilia esprime con forza all’intero paese, la rivalsa di un’autonomia e non può tralasciare inosservata gli aspetti che incidono con efferata presenza una patologia che coinvolge migliaia di cittadini, che scaricano ogni giorno nella propria economia, e in quella della regione, ingenti spese, che potrebbero ridursi notevolmente solo con le dovute attenzioni che finora continuano a mancare. Tali patologie (Diabete e Infezioni Osteo-articolari) incidono sulle economie dei singoli cittadini, sul bilancio sanitario e di conseguenza in quello della regione siciliana in maniera importante.
Il diabetico è un paziente cha ha bisogno di un continuo monitoraggio e di un’assistenza multi-specialistica, nulla che possa essere un costo per la sanità ma solo un risparmio. Le due associazioni hanno sottoscritto un programma d’azione, per stimolare le istituzioni a una maggiore sensibilità a questa gravissima emorragia sociale.
Il primo obiettivo è la prevenzione, attivando campagne d’informazione comuni dalle scuole agli ospedali, ai presidi sanitari. Si è richiesto un tavolo di lavoro al governo siciliano per condividere le necessità e per chiedere le norme di tutela, oltre a una maggiore omogeneità nelle erogazioni dei presidi e delle assistenze.
È necessaria una regolamentazione, poiché ad oggi ci sono molte realtà che hanno dell’incredibile. Se un diabetico, in media, si misura la glicemia da due a tre volte al giorno, come possono essere sufficienti 25 striscette reattive al mese? Nella provincia di Trapani, la fornitura di presidi avviene a domicilio, e il paziente non ha la liberta di scelta come in farmacia, con costi di distribuzione superflui. Molti presidi ospedalieri hanno ritenuto il diabete una patologia di nicchia, riducendo l’attività ambulatoriale nei piani aziendali da poco presentati all’assessorato.
È necessaria una presa coscienza del problema diabete! Se privato di una continua assistenza, il diabetico scompensato evolve in complicazioni gravissime come la retinopatia diabetica (Cecità), i gravissimi problemi renali, l’incurabile cedimento vascolare, la tendinopatia diabetica che porta all’immobilità articolare e il più grave ma molto frequente piede diabetico. Quest’ultimo vede un forte legame con l’ANIO, tanto più che mesi fa le due Associazioni hanno voluto rilevare un’evidenza, raccogliendo 90 casi di piede diabetico complicate da infezioni ossee, nell’hinterland degli ospedali palermitani, ai cui pazienti era stato suggerito amputazione l’arto; i 90 casi sono stati gestiti grazie alla disponibilità di un chirurgo e di alcune aziende private che sono stati sensibili all’appello delle due Associazioni, abbattendo i prezzi dei fattori di crescita e della pelle sintetica.
Tutto questo si è potuto realizzare unitamente grazie a una disponibilità di chirurghi palermitani e dei centri altamente specializzati di infezioni ossee che operano con l’ANIO.
Dei 90 pazienti, 84 hanno ancora il proprio arto e stanno bene, 4 sono stati amputati malgrado gli sforzi, 2 sono deceduti. Gli 84 soggetti non sono costati alla Regione a onta di quanto si era paventato, 20.000 euro circa per l’amputazione, 5.000 euro circa di una protesi, 2.000 euro di contributo per l’adeguamento dell’autoveicolo per invalidi, le 750,00 euro di accompagnamento, le 375,00 euro di pensione d’invalidità, le 247,00 euro qualora questi fossero lavoratori dipendenti, e tutti i costi sociali che incidono sulle casse della Regione. – Questo ci ha motivati a non abbassare la voce, e ci ha dato la grinta di andare avanti – dichiarano i firmatati dell’accordo G. Calsabianca e B. Alabastro. I pazienti portatori di un’infezione cronica dell'apparato locomotore, in Sicilia, costituiscono un numero proporzionalmente elevato, che hanno bisogno di un approccio terapeutico del tutto peculiare, in cui il sistema della valutazione della prestazione sanitaria per DRG, è estremamente punitivo, e per la struttura che se ne fa carico rischia di non coprire che in una minima parte le spese. Per tale motivazione spesso è il paziente messo di fronte a un disagio notevole, poiché sovente non trova la struttura che se ne voglia prendere cura oggi ancor di più, in un momento in cui anche la sanità pubblica deve fare attenzione alla copertura dei costi. È inaudito che ai pazienti sia negato il ricovero in DAY HOSPITAL per cure mediche quali terapie in infusione, medicazioni specifiche, applicazioni di innovazione sanitarie che in molti casi sono risolutive; questi continuano a rivolgersi in centri fuori regione perché in Sicilia trovano un muro di gomma. È necessario che le istituzioni sanitarie prevedano un DAY HOSPITAL interdisciplinare.
Il Patto del Sud, cosi lo hanno denominato l’ANIO e la FAND, mira a raggiungere questi obiettivi, auspicando un dialogo con le istituzioni. Non si esclude la presentazione di una legge di volontà popolare, poiché gli associati delle due organizzazioni residenti in Sicilia contano a testa oltre 20.000 componenti, a questi si auspica che si annoverino le altre organizzazioni AMD- OSDI – SID – e tutte quelle associazioni che sentono le stesse necessita che hanno visto stringere questo accordo.
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