Basta con Fini. Il traditore degli amici, eponimo esempio di prima repubblica, di quel voltafaccismo che il Msi e An condannarono, si chiama Gianfranco Fini. Via dal Pdl. Papà Dante lo schiafferebbe in Giudecca.
Fini sarebbe stato nessuno nella vita, sarebbe rimasto fuori dall’arco parlamentare, sull’uscio dalle stanze che contano, se non fosse esistito il cavaliere Silvio Berlusconi. Sarebbe rimasto ad attaccare volantini sediziosi di nascosto e di nottetempo. Sia radiato!
Non accetti Berlusconi le scuse dell’ex amico Gianfranco, non creda ai pentimenti.
Fini fa la fine dell’ingordo lupo, che vide la fetta di carne riflessa sull’acqua che faceva da specchio. Voleva quella, ha aperto la bocca ed ha perso la carne. Rimane fuori di qua e fuori di là. E ben gli sta!
A sostenere Fini rimangono delle mezze cartucce semisconosciute quali il decotto Briguglio e il tombato elettorale Granata.
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