Forse con l’arrivo degli anni 10 del nuovo millennio saremo all’anno uno dei porti turistici siciliani. La situazione era al palo, finché tutto si basava su Portorosa, Villa Igiea, Riposto, San Nicola, Porto Rossi a Catania e la miriade di operatori disseminati un po’ dappertutto. Il sasso nello stagno lo ha gettato adesso l’inaugurazione e il successo del grande porto turistico di Marina di Ragusa. Cui segue a ruota il decollo di Balestrate e il completamento di Castellammare. Tutto ciò nelle speranze e nei propositi di chi si occupa di turismo nautico in Sicilia e di portualità da diporto. Perché i cosiddetto “nemici dei porti” sono in agguato e le pensano tutte: cemento impoverito, posidonia, piante rare sull’arenile, impossibilità di depositare altrove la sabbia rimossa… Vi è stato un momento drammatico nel 2010 in cui con il passaggio di Portorosa nelle mani della curatela fallimentare, qualcuno poteva nuovamente azzardare la menzogna che “…non ci fossero veri porti turistici in Sicilia”. Ma avrebbe ignorato quanto meno Riposto e Marina di Ragusa.
Adesso, grazie a tutto quanto verrà fuori, sommato al meglio che c’è (Marina Villa Igiea, San Nicola L’Arena, Salina, San Vito, Mazara, San Leone, Marzamemi…), alle sistemazioni in crescita in tutti i porti commerciali grandi e piccoli, più ciò che è in cantiere, pilotato da situazioni ottimali quali Siracusa, Porto Palo di Menfi, Sant’Agata di Militello, Malfa e ora anche Siculiana Marina, si potrà cominciare a parlare di “sistema” dei porti turistici siciliani. Ma avanzano a grandi passi il Marina Cala del Sole di Licata e il Marina di Archimede di Siracusa, che saranno per molti versi in lizza per competere al titolo di “numero uno” dei porti turistici isolani. Per il Marina di Archimede si muove quasi di persona l'imprenditore siculo romano Francesco Caltagirone con la sua Acqua Pia Antica Marcia, un'impresa che non conosce ostacoli.
E sarà lecita una carta dell’Isola che illustri questi “veri” porti, sommati agli approdi esistenti all’interno dei maggiori porti commerciali (Palermo, Catania, Messina, Trapani, Porto Empedocle, Marsala, Milazzo, Gela…) e ai tanti approdi estivi che richiamano il transito anche in carenza di strutture, vedi le varie realtà come Cefalù, diventa qualcosa di presentabile e di “ofelimo”. Cioè ghiotto, come lo diceva in forbito linguaggio economico Vilfredo Pareto.
La Sicilia è più che mai un continente, ma soprattutto agli occhi dei siciliani stessi, che, com’è noto, girano il mondo più della loro stessa regione. E’ incredibile come al Turismo (assessorato) si continui ad ignorare la realtà di Sant’Agata di Militello ( lo abbiamo notato di nuovo in fiera a Genova) e di come tanti utenti della stessa nautica ignorino i nuovi porti in continuo divenire, ma ormai anche vivi e vitali. Invitiamo, pertanto, i soliti disfattisti a “farsi un giro” per constatare di persona. Avevamo perso il metro di quanto occorra, con i mezzi moderni a realizzare un’opera pubblica, quando i costruttori non incontrano ostacoli burocratici e sono motivati a terminare l’opera.
Nel caso di Marina di Ragusa, la Tecnis di Catania, pur essendo al suo primo porto turistico, ha realizzato in 2 anni un’opera che, secondo un esponente di una capitaneria, necessitava di 8 anni. Il “miracolo” è dovuto a più fattori, inclusa la validità dell’impresa che, di fronte a coloro che sottolineavano qualche “errorino”, rispondevano spiritosamente con una sorta di “…scusate sto imparando”, precisando che realizzavano il primo porto con tutta l’intenzione di continuare. Infatti, sono in gara per la costruzione di altre strutture anche fuori della Sicilia. La Tecnis è un’impresa di grandi proporzioni, che ha costruito strade e ponti in varie località. Quanto ai porti, aveva comunque già realizzato un molo del nuovo porto di Genova, magistralmente rinnovato negli anni recenti.
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Il turismo nautico al Salone di Genova
Da non più di 3 anni soltanto appare al Salone la dicitura Turismo Nautico, ma i porti turistici, benché siano stati enfatizzati nei convegni della fiera stesa, sono relegati nel primo girone del padiglione S. Eppure c’è stato chi a Genova ha definito le barche come “i vettori” del turismo nautico. E i porti sono l’anello seguente e indispensabile. E occorre far presto e strillare forte. Perché nella nostra “repubblica delle banane” a tuttoggi, nonostante quello che hanno fatto i governi Berlusconi a favore di questo settore, i burocrati non hanno “capito” che anche la nautica è turismo e occorrerebbe …spiegarglielo. Il discorso non è vano, perché, se il turista in barca non è turista (come, invece, quello in camper) continuerà a pagare l’iva (italiano o straniero che sia) al 20%, anziché al 10% circa che spetta al turismo. Senza ricordare che in Francia e Spagna, nostri diretti concorrenti, tutto il turismo paga più o meno il 6%. Questa non è che una delle varie “angherie” che il “sistema” fa alla nautica, con la giustificazione sorda che …trattasi di roba per ricchi. Ma è facile rispondere che, se pure fosse roba per ricchi, servirebbe comunque a far lavorare tanti poveri. Visto che, per l’economia reale, 1 euro speso nella nautica nazionale ne produce 5, grazie all’indotto. Un indotto, precisiamo, che non è accerchiabile dai confini della speculazione. Perchè il turista nautico che arriva ama andare in giro e spendere.
I porti siciliani in Fiera
L’assessorato al Turismo della Regione non andrà in Fiera a Genova. Presente con stand miserelli ad intermittenza, quest’anno rinunzia! Protagonisti di questa fiera dovrebbero essere comunque ancora una volta i porti siciliani di Ragusa e di Licata. Il primo avrà uno stand a sé, dove si ricevere il pubblico. Il secondo, che è stato più volte presente in prima persona, sarà ospite nello stand della ditta di Trapani che sta fornendo le banchine su ideazione del geometra Luigi Geraci, realizzatore e general manager del porto ricavato all’interno del vecchio alveo abbandonato che un tempo serviva per il carico dello zolfo. Su grande schermo illustrerà l’andamento dei lavori, che mostrano quella sorta di lungomare con palme, interamente asfaltato che è rappresentato dalla banchina di riva. Anche questa realizzata al top su progetto originale. Ha ragione l’imprenditore nisseno Geraci, che sta costruendo tutto senza contributi o quasi: questo porto sarà il più grande d’Italia e uno dei più belli in Europa. Sono già in vendita posti barca e villette nel villaggio marinaro creato all’interno dell’area portuale…
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