Fra i tanti scritti di religione che caratterizzano Palermoparla nell’edizione cartacea, a riprova del grande interesse nei confronti della fede e della confessionalità cattolica della nostra redazione, ci soffermiamo su un punto, che spesso sfugge e sfuma nel vago. Colpa della diuturna comunicazione dei media, che predica la laicità senza sapere neppure che cosa sia. In realtà l’intenzione, becera e malevola, vuol solo compiacere chi ha intenzione di colpire la religione cristiana. Appena possibile pubblicheremo on line una parte dei tanti scritti di Germano Scargiali, Mietta Gaziano, Lydia Gaziano, Salvatore Scargiali…
Ebbene, occorre chiarire che un cristiano è chi segue Gesù Cristo, apprezza i suoi insegnamenti e cerca di metterli in pratica, in quel continuo tendere verso la conquista del bene e la sconfitta del male che il Gesù dei Vangeli predica e insegna.
In altri termini, il cristiano non è colui che crede in un Dio generico, tantomeno in una più generica deità intrinseca alla natura. Il cristiano aggiunge una qualità in più alla propria fede. Da tale qualità discendono numerose e preziose deduzioni – anche regole – che vengono osservate cristianamente. Ma forse le scelte sono già al vertice: in quell’ottimismo che non è certezza di salvamento, in quell’amore per l’uomo e per la storia, che non è mero ascetismo, ma partecipazione e vita.
Qui è da ricercare il motivo della continua lotta che i cristiani combattono per il bene, per la vita, a tutto favore del suo nascere e del suo mantenimento. Dalla breve permanenza sulla terra di ciascuno, dipende la salvezza eterna. Tanto è preziosa la qualità dell’opera di ogni essere umano.
Osserviamo i grandi santi. San Francesco chiedeva in preghiera fede più salda e più certa: “dammi fede ferma, dammi fede forte…” Tutti i maggiori santi recenti hanno lottato fino all’ultimo respiro per la vita degli altri, per la salute, da Madre Teresa a Padre Pio, fino ai recenti Papi. Consapevoli questi della grande funzione storica e politica del Papato, della necessità di mantenerlo forte e anche potente, capace di radunare e convincere milioni di uomini. Il cattolicesimo si organizza per parlare al mondo intero, in quella visione assolutamente ecumenica e globale che ne fa la religione per eccellenza, lungi da ogni nazionalismo, ispirata alla tolleranza per i diversi e per il reo, alla carità per gli ammalati e per i poveri, alla necessità di confortarsi e darsi forza a vicenda di fronte all’apparire minaccioso del male , sotto forma di errore, peccato, ignoranza, malattia, catastrofe…
Un giorno la vittoria arriderà all’umanità e a Dio. Alleati vinceranno la rispettiva battaglia. La vittoria, però, non è certezza: noi esseri umani, culmine dell’evoluzione naturale, soffiati dall’immagine di Dio, dovremo conquistarla in Suo nome. Seguendo il Bambino Gesù, che crescerà, agirà, parlerà e si immolerà personalmente per tutti noi. (D.)
Post new comment