Altro che venticello… Povero Don Basilio del Barbiere di Siviglia, nella sua ingenuità d’allora... Adesso la calunnia è un tornado. Altro che colpo di cannone. Ora c’è un’ intera artiglieria costantemente in azione.
L’arte – se così si può dire – di scavare anche nel passato delle persone per danneggiarne l’immagine si scatena in questi giorni persino contro il Papa. La volontà di calunniare è palese e l’azione, come se fossimo in teatro, si svolge in contemporanea ad ogni livello e in ogni luogo: dal piccolo palcoscenico di Roccacannuccia (casa comunale) fino a Roma, caput mundi.
L’incredibile acrimonia scatenata da mesi a tutto campo, per l’imminenza di un miserabile evento storico come le prossime regionali, dimostra come la forza del male si sia impadronita di certe persone e di certe “accolite”.
Aggrediscono la libertà e il cattolicesimo, spacciando il bene per il suo contrario. L’affanno è parossistico, evidente e senza posa. Ignorano che, come la storia insegna, la verità vien sempre a galla. Continuano a danneggiare il fluire della storia, la società, il mondo.
Già il profeta Isaia – circa nel 700 a.c. – metteva risolutamente in guardia contro chi cerca di infangare e colpire l’uomo buono. Questo terribile peccato, come tutti i peggiori, ne contiene altri, fra cui anzitutto la menzogna. Ma è ancora peggiore. E’ ben più grave, perché si basa sulla volontà di offuscare il bene, di combatterlo, di “contrabbandarlo”, spacciandolo per il male.
Ed emerge anche quanto siano parallele nella sostanza la mentalità cristiana e quella correttamente liberale. Per cui due strade, apparentemente distinte, sempre più si affiancano e si sovrappongono e, con i tempi della storia, finiranno per unirsi.
La libertà è, per i cristiani, anzitutto un dono di Dio. Ma è anche la fonte primaria della enorme responsabilità che la religione affida all’uomo. Da essa nasce il pesante incarico di collaborare con il Cielo al trionfo del bene: perché, appunto, alla fine della storia, il bene vinca sul male.
Chi capisce queste cose sa bene da che parte stare. E ribadiamo che “i cattivi”, pur trascinandosi dietro da sempre gli stupidi e gli gnorri, costituiscono alla lunga – anche se talvolta di poco – la minoranza. (GS)
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Ogni altro commento specifico a certe grandi esternazioni del momento, a Palermo come altrove, è superfluo, addirittura pleonastico. Visto che siamo sul terreno biblico, potremmo aggiungere che l’arte del diavolo è quella di tramare nell’ombra, mentre le occasioni in cui inizia a dibattersi vistosamente coincidono con la paura di essere faccia a faccia con le sue periodiche immancabili sconfitte. Anche al riguardo, le sacre scritture parlano più volte chiaramente del ricorrere di tali occasioni.
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