E’ previsto l’arrivo di 2 milioni di visitatori in città. Un’occasione unica per scoprire un territorio, Torino e il Piemonte, fra itinerari ricchi di capolavori d’arte, musei, abbazie, santuari alpini, sacri monti.
Sono passati 10 anni dalla precedente ostensione. Il turista italiano e straniero che ritornerà che cosa troverà? Vedrà una città ancora assediata da cantieri edili, in grande trasformazione urbanistica. Vedrà luoghi decisamente mutati, effetto Olimpiadi 2006: piazze, boulevard, metrò, parcheggi, isole pedonali, nuovi servizi. Una Torino rivoluzionata dal centro alla periferia: l’isola pedonale di piazza San Carlo, il distretto olimpico di piazza d’Armi, l’area del Lingotto fra l’Oval e l’arco rosso alto 69 metri, piazza Vittorio e le notti bianche con la movida dei Murazzi lungo il fiume Po.
L’ospite di questo grande evento vedrà ancora un centro storico ricco di storia e locali di pregio: piazza Castello, piazza San Carlo, piazza Carignano, bar storici e accoglienti come, Baratti, Bicerin, Caval ‘d Brons, Fiorio, Mulassano, Pepino, Platti e altri, dove gustare succulente specialità.
Il turista non potrà invece visitare, in conseguenza della crisi internazionale, le mostre di Palazzo Bricherasio che ha chiuso i battenti nel 2009. Sentirà parlare di lavoro sparito: Michelin, Benetton, Thyssen Krupp. Sono solo alcuni nomi delle aziende che sono scomparse, all’improvviso o dopo un lungo processo, nel 2009. Troverà ancora gli orribili mega gianduiotti abbandonati ormai da quattro anni nel cuore della splendida e storica piazza Solferino, chiamati “Atrium” e realizzati per le Olimpiadi invernali del 2006. L’assessore giura che scompariranno! Speriamo.
L’ospite di quest’anno incontrerà un abitante su sette che non è torinese. Tra gli altri, ben 51.217 romeni, i più rappresentati sotto la Mole. Torino registra uno strano fenomeno: la popolazione, secondo fonti anagrafiche, continua a crescere nonostante le nascite continuano a calare. La conseguenza sembra sia determinata anche dalle nuove coppie di torinesi costituite da stranieri, che si danno da fare per riempire le culle, ma non mancano i matrimoni, civili e religiosi, tra coppie di nazionalità mista. La città, all’alba del 2010, è multietnica, anziana e con molti residenti in più. Malgrado la crisi, a Torino crescono gli imprenditori stranieri: più 5% le imprese che fanno capo a immigrati. Per i licenziamenti, il conto più caro è degli immigrati, soprattutto nelle piccole e medie imprese.
La Sindone grande protagonista.
Il territorio piemontese riscopre e svela adesso la propria identità religiosa grazie all’Ostensione della Sindone 2010. Il Sacro Lino verrà esposto all’interno della rinascimentale Cattedrale di San Giovanni Battista, dove apparirà come nessuno l’ha mai vista prima.
La Sindone sarà per la prima volta mostrata dopo l’intervento di conservazione che nel 2002 ha rimosso alcuni residui organici rimasti sul tessuto dopo l’incendio di Chambéry del 1532. Tolte anche le “toppe” applicate in quella occasione, così come è stato staccato il telo di supporto, cui era fissata dal 1534, per poter porre il Lenzuolo nella nuova teca di conservazione studiata e realizzata dall’équipe di scienziati dell’Alenia Aeronautica di Torino.
L’appuntamento rappresenta una delle espressioni più elevate della cristianità, di cui Torino diverrà per 44 giorni il punto di riferimento assoluto: avrà su di sé l’attenzione dei cinque Continenti e il 2 maggio anche Papa Benedetto XVI vi giungerà per venerare la Sindone.
Torino e il Piemonte si apriranno ai 2 milioni di visitatori attesi, rivelando il proprio volto sacro, attraverso le testimonianze di una fede legata alla storia locale. Torino, custode della Sindone da 431 anni, può vantare oltre 40 chiese di interesse storico e artistico, cui si aggiungono i numerosi luoghi della fede distribuiti nella sua provincia e sul territorio regionale.
Nei giorni dell’Ostensione una serie di appuntamenti a tema caratterizzeranno l’offerta culturale del territorio. Esposizioni, mostre, rassegne cinematografiche e teatrali ad hoc comporranno il calendario degli appuntamenti.
Antonino Calandra (autore del servizio) è vice segretario dell’Ass.ne Stampa Subalpina.
________________________________
Come organizzare la visita
L’Ostensione della Sindone rappresenta un’occasione unica per i turisti che includono Torino e il Piemonte nei propri itinerari. La Città di Torino e la Regione Piemonte, propongono un’offerta completa di soggiorno a tutti coloro i quali vorranno associare al momento di visita della Sindone anche la scoperta dei tesori storici e culturali qui conservati.
È possibile definire il pernottamento per i giorni dell’Ostensione, comprensivo della prenotazione della visita alla Sindone, utilizzando il servizio on line realizzato sul sito web www.turismotorino.org.
Il sito ufficiale dell’Ostensione 2010 www.sindone.org, oltre a proporre notizie storiche e scientifiche, consente di prenotare la visita al Santo Sudario.
Informazioni
Città di Torino - Relazioni con la stampa nazionale per l’Ostensione 2010
Riccardo Porcellana - tel. 011.4434457 - cell. 339.6917033
riccardo.porcellana@collaboratori.comune.torino.it
Turismo Torino e Provincia - Ufficio Stampa nazionale
Silvia Lanza - tel. 011.8185011 - cell. 349.8504589 - stampa@turismotorino.org
Comitato per l’Ostensione della Sindone - Ufficio Stampa
Marco Bonatti - tel 011.0204759 - press@sindone.org
Bell'articolo, ben impostato,
Bell'articolo, ben impostato, fa venire voglia di visitare Torino!!!
Appuntamento importante, noi
Appuntamento importante, noi ci saremo!
André e famiglia
Post new comment