Bimbi delle elementari in visita presso una “cucina gigante”. E’ quella che prepara per gran parte di loro le refezioni di mezzogiorno in modo inappuntabile e moderno con massime garanzie di genuinità e igiene.
Spezzare con una certa tradizione, lanciarsi in una cucina moderna, che riproponga sotto altra forma gli antichi sapori. Materie prime genuine e freschissime, sapori riconoscibili nella loro fragranza, arricchita da aceto balsamico, agrumi, qualche ortaggio fresco o appena scottato. Poche regole semplici. Facili solo all’apparenza. Purchè dietro vi sia l’inventiva, la fantasia, la capacità di organizzare un grande buffet, un banqueting d’eccellenza e amministrare il tutto. Nasce così il miracolo Natale Giunta.
A gentile richiesta ritorniamo sulla ricetta della “pasta con le sarde”, sulla sua vera storia, a partire dal nome che contiene quell’articolo nel mezzo.
Come tanti piatti della cucina mediterranea questo nasce ovviamente dalla povertà e scarsità degli ingredienti. Cioè dalla necessità di cucinare con ciò che si ha o si trova, grazie alla fantasia dello chef o della mamma, che trasforma il poco in molto, eternando se si vuole il messaggio simbolico della moltiplicazione dei pani e dei pesci.