Congresso Ame Dal neonato all'adolescente

Endocrinologia protagonista nelle affezioni croniche dall'infanzia a tutta l'adolescenza
di Rielaborazione redazionale
Congresso Ame Dal neonato all'adolescente

Un articolato congresso Ame (Associazione medici endocrinologi) ha discusso a Palermo (Hotel La Torre) di adolescenza, transizione, obesità infantile, Sindrome metabolica, Sindromi surreno-genitali, Sindrome adreno-genitale, Microinfusori, effetto della terapia con GH sui bambini nati piccoli per età gestazionale (SGA) e Scheda Sanitaria Adolescentologica.-

A presiedere i lavori del Congresso sono stati:

    

  • Dottoressa Daniela Gioia, U.O.C. di Endocrinologia Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti V. Cervello – Palermo
  • Dottoressa Antonina Lo Cascio, Pediatra di libera scelta nel Comune di Palermo
  • Dottor Piernicola Garofalo, U.O.C. di Endocrinologia Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti V. Cervello - Palermo

E' intervenuto con un incisivo commento anche il Dottor Salvatore Di Rosa, dirtettore degli Ospedali Riuniti (Cervello) di Palermo.

Il congresso è stato prevalentemente incentrato sulla cosiddetta fase di transizione, cioè quella fascia di età che va dall’adolescenza all'età giovane adulta. “A Palermo - spiega il Dottor Piernicola Garofalo - da tempo ci dedichiamo a questo importante tema assistenziale rivolto ai pazienti con malattie croniche endocrine, esordite in età pediatrica e che, purtroppo, permangono anche nelle età successive. La transizione, ormai, non è più un modello teorico da studiare e pensare in maniera astratta ma una realtà assistenziale complessa che richiede una cultura specifica ed una programmazione sanitaria compiuta e costituisce una sfida nuova da affrontare con coraggio e dedizione. In atto nel nostro paese, la transizione è largamente frammentaria e pertanto mantiene i caratteri della volontarietà  spontaneistica di cui si fanno carico fra mille difficoltà gli operatori sanitari di singole ed illuminate realtà locali. Manca una cultura specifica allargata agli amministratori, mancano i luoghi stessi della transizione; in questo panorama globale il più delle volte la transizione diventa una realtà largamente disattesa se non addirittura omessa. Si impone quindi a tutti l’obbligo di acquisire una cultura specifica della transizione”. Secondo il Dottor Piernicola Garofalo, “bisognerebbe sperimentare modelli applicabili, siano essi disease-based o, più semplicemente age-based, rivolti cioè agli adolescenti a prescindere dalla loro specifica malattia. Il primo modello, disease-based, attualmente molto diffuso in Australia e Stati Uniti, consente ai ragazzi con specifiche patologie di transitare in un ambulatorio co-gestito per un certo tempo da uno specialista pediatra e da un medico dell’adulto: tipico esempio l’ambulatorio diabetologico condiviso (joint-clinic), esperienza abbastanza seguita anche nel nostro paese. Il secondo modello assistenziale, age-based, prevede invece spazi dedicati ai ragazzi dove le figure tutoriali siano esperti non di patologia, ma d’area assistenziale. In sostanza si tratta di formare ed attivare sevizi propri rivolti all’adolescenza”.

 

Appare dunque indispensabile che i vari ‘attori’ che possono svolgere un ruolo nella fase della transizione (personale sanitario e amministrativo, società scientifiche, responsabili di strutture sanitarie, associazioni di genitori) elaborino, nelle varie realtà in cui i pazienti si trovano a vivere, dei percorsi che da un lato facilitino il passaggio dall’organizzazione pediatrica a quella dell’adulto e che dall’altro garantiscano il completo soddisfacimento di quel concetto di ‘care’ globale, che viene oggi considerato indispensabile per un’assistenza di qualità.

 

La Società Americana di Medicina dell’adolescenza ha definito la Transizione come “un passaggio, programmato e finalizzato, di adolescenti e giovani adulti affetti da problemi fisici e medici di natura cronica da un sistema centrato sul bambino ad uno orientato sull’adulto”. In Italia l’assistenza agli adolescenti si divide in Assistenza Territoriale (0-14 anni) e Assistenza Ospedaliera (0-18 anni).

 

 

A Palermo, grande spazio sarà rivolto anche all’adolescenza, che la Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza colloca nel periodo tra i 10 e i 18 anni di età. Tuttavia, secondo la Dottoressa Daniela Gioia e la Dottoressa Antonina Lo Cascio, “l’adolescenza può estendersi dagli 8-9 anni fino a tutta la terza decade di vita quando condizioni mediche, neuro-psicologiche o sociali ne alterino il decorso fisiologico”.

 

Durante la due giorni, in cui si sono susseguiti gli interventi di numerose associazioni di pazienti provenienti da tutta Italia, verranno affrontanti altri importanti argomenti: tra questi, il Piano di Prevenzione dell’obesità infantile nella Regione Sicilia, la Sindrome metabolica in età adolescenziale, le Sindromi Surreno-Genitali, la Sindrome Adreno-Genitale, i Microinfusori, l’effetto della terapia con GH sui bambini nati piccoli per età gestazionale (SGA, Small For Gestational Age) e le figure del Pediatra di Famiglia (fino ai 14-16 anni) e del Medico di Medicina Generale (dai 14 ai 16 anni in poi).

 

Nel capoluogo siciliano spazio anche alla Scheda Sanitaria Adolescenziale (SSA) della Regione Sicilia, strumento, unico in Italia, di raccolta dei principali dati relativi alla salute dell’adolescente, mezzo irrinunciabile di comunicazione tra famiglia, pediatra ed altri operatori sanitari, nonché dispositivo di razionalizzazione e verifica degli interventi sanitari sull’Adolescente.  

 

“La prima età” - afferma la Dottoressa Daniela Gioia - appare ormai sempre più insostituibile nel determinare e caratterizzare in maniera fondamentale il percorso verso la formazione dell’ individuo nella sua completezza umana, fisica e psicologica. In considerazione di ciò, il ruolo degli adulti già formati deve essere quello di accompagnare, guidare e sostenere il delicato processo di maturazione del bambino attraverso la pubertà e quindi l’adolescenza, senza condizionarlo ma senza neanche abbandonarlo a se stesso”. “Lo scopo della nostra iniziativa – aggiunge la Dottoressa Lo Cascio - è dunque riflettere sull’ impegno che ci viene richiesto come medici e come educatori nei confronti di una generazione sempre più fragile e vulnerabile. L’ augurio che oggi faccio è dunque di cogliere questa occasione come un momento per riconsiderare alla luce dei più recenti aggiornamenti scientifici una generazione che spesso ha bisogno di cure non solo farmacologiche per crescere e svilupparsi nella più completa armonia individuale”.

Sun, 2010-12-19 18:21

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