Marciano per Palermo e poi, sempre con le bandiere dei Cobas, una “spedizione” raggiunge le rive dello Stretto. Non si fidano più di nessuno i professori siciliani. E con essi i bidelli…
La Gelmini ha preso tanti provvedimenti a favore di chi sta in cattedra, ma ha perseguito con la cocciutaggine di un “asin bigio” l’obiettivo del risparmio: spender meno innanzi tutto. E quindi meno stipendi uguale meno insegnanti, anche perché i singoli stipendi dovranno crescere un po’, almeno nei programmi e i posti, cioè le cattedre, saranno rese sicure e definitive in meno tempo. Non tutto è male, insomma, quello che si prospetta agli insegnanti, ma la disoccupazione… E’ tanta.
Raffaele Lombardo aveva promesso iniziative della Regione ad integrazione dell’arretramento dello Stato. Ma che cosa si è visto in pratica? Niente.
Il colmo è che, per difendere i precari, si penalizzano gli aventi diritto, cioè professori laureatisi a pieni voti e abilitatisi in tempo record, vincendo concorsi, frequentando corsi di aggiornamento, sottoponendosi a tirocinio. Insomma si verifica di tutto e poco di veramente giusto.
La prima osservazione, che ci sentiamo di ripetere ancora una volta, è sull’errore della visione errata diffusasi ai tempi del socialismo reale: gli interessi dello Stato che coinciderebbero con quelli dei cittadini. Non è così, mai. Se non longa manus, alla lunga, in una visione molto generale, ma prima ancora generica… Lo stato è creditore – debitore, controparte, ha interessi propri. In questa circostanza basta osservare che se il governo, con Berlusconi e Tremonti non risana il bilancio, questa sarà considerata comunque la sua maggiore sconfitta.
Perché, si dirà ora, non tagliare altrove? E dove? Nella sanità forse? Ecco la maggiore voragine di denaro per la pubblica amministrazione, ecco la famelica bocca che aspira e manda giù la massima quantità di denaro dalle casse dello Stato, che le riempie a suon di tasse… Correggiamo il tiro, la forma della sanità pubblica delle cure e delle medicine gratis. Ma non è facile perchè si tratta di moralizzare il mercato farmaceutico, quello delle attrezzature e altro ancora.
Noi diciamo anche: ben venga la mano privata sia a scuola che nella sanità. Purché controllata dall’esterno e purché nei rapporti col personale i due settori (ma guardiamo proprio alla scuola) debbano rispettare i contratti e i minimi sindacali con la stessa cura e penalità con cui si rispetta quello dei metalmeccanici.
Ma non dimentichiamo che il vero obiettivo del governo è quello di rilanciare la produzione, e la crescita e su questa voce siamo già all’1% di crescita in un anno rispetto allo 0 dell’anno scorso. Un grande segno, non un piccolo segno, non tanto e non solo perché l’1% se è un trend sarà il 10% di crescita in 10 anni, ma perché l’aumento da zero ad uno in un anno potrebbe significare un ulteriore aumento da zero a 2 e a tre in un imminente futuro e potrebbero innescarsi nuovi ritmi di sviluppo come quelli degli anni migliori.
E il Ponte sullo stretto? Non ha nulla a che fare con gli insegnanti e il corpo docente e non docente. Anche Lombardo è d’accordo sul ponte (non lo sono molti suoi sostenitori). Il denaro che si impiega per il ponte non potrebbe mai impiegarsi per distribuirlo sotto forma di stipendi in stipendifici di alcun genere. Il ponte richiama investimenti per proprio conto, è uno strumento di sviluppo indispensabile, creerà posti di lavoro prima, durante e soprattutto dopo la sua costruzione. Serve allo sviluppo dell’Italia e della Sicilia che se ne gioverà per esportare, per approvvigionarsi (alimentarsi letteralmente, perché importa più di quanto esporta, manufatti e generi alimentari) e come porta di ingresso del turismo oltre che come meta in se stessa. Quanto al sistema stradale, inquadrandosi anche nell’asse Berlino – Palermo, il ponte farà da stimolo all’indispensabile potenziamento della rete stradale circonvicina, sia in Calabria che nell’Isola.
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