Sport allo Zen per gli scolari. Sono stati inaugurati stamane – 11 maggio 2011 – all’Istituto comprensivo Falcone del quartiere San Filippo Neri (ex Zen 2) i nuovi impianti sportivi. Il complesso, notevole per una scuola del genere, comprende quattro corsie in tartan di 80 mt, una pista da salto in lungo ed uno spazio multifunzionale finalizzato ad attività motorie varie quali pallavolo e pallacanestro, salto, attrezzi e corpo libero.
L’impianto nasce da una inedita sinergia, ma oggi si parla anche di “principio della sussidiarietà” fra Comune, Coni, Provveditorato agli studi, Caritas. Ma, ciò che più conta, forse, l’input è stato fornito da un comitato locale a favore del mega quartiere di cui tanto si parla…
Per questo non è mancata la presenza del Cardinale Paolo Romeo e di padre Benedetto Genualdi della Caritas. Il Comune è stato rappresentato dagli assessori Francesca Grisafi, Sergio Rappa e Raoul Russo. Il Coni dal presidente provinciale Giovanni Caramazza. Il provveditorato dallo stesso provveditore Rosario Leone. La scuola, oltre che dal preside Domenico Di Fatta, è stata rappresentata dal professor Antonio Asaro di educazione fisica, che ha collaborato nel corso della progettazione e dell’esecuzione.
I campetti sono stati realizzati da Fondazione per il sud e ditta Anastasi, che sono stati vantati pubblicamente per il corretto comportamento e la ricerca della qualità nella realizzazione.
Tutti gli intervenuti hanno espresso parole significative e non vane. Hanno evidenziato piuttosto come stia realmente maturando, dopo tanta attesa (troppa), la visione dei reali bisogni dei giovani in generale, dei quartieri periferici in particolare.
Molto applauditi gli interventi dei tre assessori, ma più ancora quello del provveditore Leone che ha auspicato che le inaugurazioni siano meno solenni e divengano …usuali.
Caramazza (Coni) ha ribadito lo stesso concetto, sottolineando come siano troppi ancora gli impianti non agibili, carenti e del tutto assenti dal territorio: “la situazione sarà normale – ha detto – quando in tutti quartieri le scuole e i giovani disporranno di spazi ed attrezzi dove poter praticare lo sport per motivi di salute e per lecite aspirazioni verso un sano agonismo.
Il Cardinal Romeo, infine, ha rivendicato – come talvolta non si è fatto abbastanza – la centralità dell’uomo nella battaglia verso la legalità generale. Perché, aggiungiamo noi nell’interpretare le sue parole, la astratta legalità può rappresentare ben poco o essere addirittura un concetto non privo di altri pericoli se non è assistita e prende le mosse dalla ricerca di una sostanziale moralità individuale. Solo questa è al contempo il punto di partenza e di arrivo cui ogni sano sforzo, pratica sportiva compresa, deve tendere. Solo a valle di tale “lavoro” intellettuale, morale e religioso si perverrà a quei traguardi di legalità di cui tanto si parla.
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