Per il rigasificatore agrigentino Cisl in piazza

Assurdo ritardare ancora la realizzazione dell'impianto che porterebbe anche lavoro a Porto Empedocle e dintorni. Daccordo anche Cgil e Uil
di Rielaborazione redazionale

Anche i sindacati insorgono contro l'ennesimo stop al rigassificatore di Porto Empedocle. A farsi carico del perdurante problema è la stessaCisl che organizza un'apposita manifestazione di piazza.

Lo stop alla realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle è, per il comprensorio di Agrigento,anche uno “stop ad una seria chance di sviluppo del territorio, tutela dell’ambiente, crescita dell’occupazione”. A dirlo è Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia, che intervenendo sul tema in occasione di un’assemblea provinciale del sindacato, presente Salvatore Montalbano (Cisl agrigentina), ha puntato il dito contro il “blocco ingiustificato e assurdo imposto al progetto da una politica tutta ripiegata su se stessa e sulle proprie beghe e interessata meramente a controllare gli interessi legati alla costruzione dell'impianto”.

Bernava ha esortato a una “partecipazione di massa a fianco di lavoratori e sindacati degli elettrici, alla manifestazione che, per iniziativa di Flaei Cisl, Uilcem Uil e Filctem Cgil e dei vertici confederali provinciali, si terrà domani (10 giugno) alle 11, davanti al municipio della Città dei Templi. Il segretario ha richiamato le elaborazioni secondo cui Agrigento occupa la 1.223esima posizione in Europa per valore aggiunto industriale pro-capite.

“L'ultima realtà italiana per ricchezza prodotta e povertà dei cittadini – ha sostenuto - non può permettersi di vanificare un investimento produttivo e strategico così rilevante e che offre le più ampie garanzie di legalità, trasparenza, tutela dell'ambiente, sviluppo dell’economia”.

Oltretutto, il sì di federazioni e segreterie provinciali di Cgil Cisl e Uil, “è stato e resta condizionato - ha ricordato - alle garanzie di sicurezza e non impatto ambientale, richieste dalle leggi europee e nazionali”.

Agrigento così come la Sicilia, ha quindi aggiunto Bernava, avrebbero bisogno, semmai, di una classe politica capace di favorire processi di sviluppo e “sinceramente preoccupata di assicurare legalità imprenditoriale e reale tutela dell’ambiente”. Il segretario Cisl ha pure ringraziato pubblicamente Confindustria e le altre associazioni che hanno comunicato l’adesione all’iniziativa di protesta, a sostegno del progetto firmato da Enel assieme alla società Nuove Energie.

Il commento di Palermoparla è che gli stop come quello del rigasificatore fanno parte di disegni a più ampio raggio, di chiara destabilizzazione, che mira genericamente al vile traguardo del "tanto peggio, tanto meglio".

Thu, 2011-06-09 16:16
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