Il “presidente del consiglio” Mario Monti è, tanto per cambiare, un massone dichiarato. Ha preso più volte parte alle riunioni segrete del gruppo Bilderberg e fa parte della “famigerata” Commissione Trilaterale (la più potente loggia massonica del mondo). E’ tuttora membro della Golden Sachs, la più potente banca d’affari del pianeta, vero “puparo”, la grande burattinaia del mercato finanziario.
Un sondaggio prova ad immaginare una coalizione sui generis che veda insieme al Terzo polo non solo il Pd, cosa che tranne da Vendola e soci è stata ritenuta plausibile, ma addirittura il Pdl. Una provocazione? Una constatazione? All'inizio del governo Monti i politici erano preoccupati che l'esperienza tecnica divenisse 'politica', che dietro la bandiera del terzo polo, un Passera o un Riccardi diventassero dei concorrenti per le prossime elezioni.
L’attuale Governo – per quanto non rappresentativo anche se legittimo – sta facendo "voli pindarici" al fine di compiacere al Consiglio UE (vera origine dei guai di tutta l’Europa), se la sta prendendo con gli Ordini professionali chiamandoli "caste" mentre, invece, sono l’unica garanzia che se vai dal dentista, dall’avvocato, dal notaio, ecc.
Sia chiaro: se il gopverno Berlusconi rischiava di essere ostaggio della Camera dei deputati, quello di Monti lo è, sin dall'inizio, del Senato. Ciò significa che un accordo improvviso fra Berlusconi e la Lega - che è già su quella lunghezza d'onda - può farlo cadere in qualunque momento. Ciò significa che democrazia vuole che la politica nazionale sia ancora nelle mani di Berlusconi e dei berlusconiani. Per il momento si assiste al "folle patto" fra Pdl e Pd, ma quanto potrà durare?
Il Governo Monti ha presentato la manovra economica denominata "Salva Italia" dallo stesso Presidente del Consiglio che ha presentato alla Camera e al Senato e subito è iniziata la sua strada verso l'approvazione definitiva. Questa si definisce una manovra dolorosa e troppo pesante per noi italiani, che purtroppo continuiamo ad affrontare sacrifici proprio perchè l'Italia per adesso ha un debito troppo alto e il Governo, per questo deve cercare d'incassare per potere al più presto diminuire il debito.
Dagli Usa all'Europa fino, ovviamente, all'Italia, i recenti fatti politici lasciano inrtravedere un'inquetante realtà che sta dietro la stessa denocrazia. Chi è mai in grado di "far cadere" Obama, la Merkel o Sarkozy? Perchè potrebbe venire il loro "turno", dopo la caduita di Berlusconi? Succederebbe quando credono di poter realmente mettersi a decidere, a ..."comandare"?
E’ durato una sola sera il break all’immancabile tiritera su “…l’importante è che Berlusconi si dimetta”. Come se il ritirarsi di Berlusconi in una sorta di Caprera o Isola d’Elba, possa risolvere dall’indomani i problemi del’Italia o, addirittura, dell’Europa. Con un giudizio sommario ed epidermico, si potrebbe osservare che l’importanza del personaggio è – al contrario – confermata da questa sorta di “caccia all’uomo”, che è immediatamente ripresa, quando se n’è ripresentata la minima occasione.
E' bastato lasciar lavorare Berlusconi un attimo per vedere di che cosa sia capace. Far balzare, ad esempio, di 5 punti le borse di tutta Europa in un attimo. Finalmente, chi interpreta la politica nazionale come la necessità di ripetere ogni sera in tv che il Capo del governo debba dimettersi ha dovuto tacere, almeno per quella sera.
Una delle “prove” che solitamente si propone sull’esistenza di Dio è quella della necessità di un regista dietro l’organizzazione complessa di ciò che ci sta attorno, noi compresi. Dopo questo “volo pindarico”, passiamo ad indicare ciò che per circa 48 ore i media e i partiti, con i loro giochi dialettici, non si chiedevano e ora lo fanno con molta circospezione: chi c’è dietro i black bloc? Chi li manda?
Occorre riportarsi indietro, all’inizio del berlusconismo, per capire ciò che sta avvenendo, a che punto si trovi l’Italia e perché. Quell’inizio coincise anche con il via della seconda repubblica, mentre non può negarsi che tutti abbiamo assistito, quantomeno, al forte tentativo d’intraprendere un nuovo modo di governare. Berlusconi, per quanti difetti personali possa avere, è il simbolo di un’insieme di idee che contrastano con certi mali tradizionali della politica nazionale. Per questo parliamo di lui come se fosse l’intero suo movimento.