Zamparini il vulcanico, Zamparini l’aggressivo, Zamparini il decisionista. Ci sono questi e molti altri personaggi in uno solo. Naturalmente molti pensano al businnes man. Ma c’è anche l’uomo aggredito e certamente invidiato. Così, basta che, dopo la vittoria con l’Inter, il Palermo scivoli sul campo dell’Atalanta (che poi si rivela stabilmente il fenomeno del momento) perché qualcuno dubiti, nei 7 giorni successivi: “fuoco di paglia fu…”
Sette domande a Maurizio Zamparini. Il focoso presidente del Palermo è accusato di voler "far soldi", ma lui promette che non lo farà al costo di una rinunzia ai grandi traguardi che da sempre promette e si propone. Da qui il "polso" della siturazione in fieri dalla sua stessa voce.
Presidente si è parlato del rinnovo di Ilicic e Bacinovic...
"E' tutto a posto. E' stato trovato l'accordo domenica e gli abbiamo adeguato il contratto. Adesso si vedranno con Sagramola per formalizzare tutto. Il contratto è stato prolungato a 5 anni.
Una squadra di rango giunta alla finale di Coppa Italia, come premio di consolazione alla fine di un campionato perduto e di un'annata vergognosa nelle coppe, è stata costretta per l'80% dell'incontro nella propria metà campo dal sempre sorpredente Palermo.
Il Palermo si fa poker da solo. E per ben due volte oggi. La prima recuperando i quattro palloni dal fondo della rete di Sirigu; la seconda siglando il primato stagionale negativo di questi anomali e maledetti anticipi della domenica. Quattro sconfitte su quattro partite. Mai più a tavola col pallone, per favore.
“Benvenuto 2011”, è proprio il caso di dirlo. Il Palermo debutta nel nuovo anno con una categorica vittoria sulla Samp, ben otto mesi dopo la sfida dal più alto tasso tenore qualitativo mai disputata dai rosa finora. Quel pareggio grida ancora vendetta. Cambierà solo l’epilogo, fortunatamente.
Pastore-Pastore-Pastore
Catania frullato
Straordinaria prova dei rosa che con un Pastore formato magnum si aggiudicano il derby ed annientano 3-1 il Catania dopo tre anni di buio. Tris dell’argentino che riceve anche la standing ovation del Barbera. Di Terlizzi il gol della bandiera etneo
Vola alta l’aquila nel cielo del Barbera, ma i colori sono quelli biancocelesti. La Lazio, ben schierata da Reja, imbriglia il Palermo e lo costringe alla resa dopo una partita quasi tutta a senso unico. Muslera, guarda pali biancoceleste, non a caso è il migliore in campo. E, dopo tanto assalto, c’è voluto un gol capolavoro, una prodezza quasi unica, perché la capolista battesse il Palermo. Adesso, però, è troppo tempo che fra campionato e le legue le cose vanno male. Attenti, dunque.
Signori, vi presento Sua Eccellenza il Palermo. Ed era anche ora, dai! Un po’ di dialetto palermitano finalmente amche tra i giocatori rosa. Dopo gli acuti piemontesi e i saccheggi viola era davvero giunto il momento di prendere l’intera posta davanti ai propri tifosi, come non accadeva ben dal 24 aprile scorso quando il Palermo disintegrò il Milan per 3-1.
Era questo, dunque, il Palermo che si nascondeva dietro le fine sconfitte, che giocava bene e non vinceva. Speriamolo, perché sembra proprio di sì. La vecchia signora sembra proprio un’anziana ikn questo momento, ma la Juve è sempre la Juve. Così, dopo 3 vittorie in 3 anni a Torino, i rosanero hanno stregato quel campo che un tempo non era solo precluso alla vittoria, ma escluso dalla loro frequentazione.
Nessuna rete al Barbera nell’esordio contro il Cagliari. Le manovre dei rosa non decollano. Pari giusto. Stanchezza per la gara di tre giorni prima? Probabile. Ci fosse stato Liverani, però, forse…