Basta con Fini. Il traditore degli amici, eponimo esempio di prima repubblica, di quel voltafaccismo che il Msi e An condannarono, si chiama Gianfranco Fini. Via dal Pdl. Papà Dante lo schiafferebbe in Giudecca.
Fini sarebbe stato nessuno nella vita, sarebbe rimasto fuori dall’arco parlamentare, sull’uscio dalle stanze che contano, se non fosse esistito il cavaliere Silvio Berlusconi. Sarebbe rimasto ad attaccare volantini sediziosi di nascosto e di nottetempo. Sia radiato!
L’arroganza dei poteri forti non smette di farsi sentire, ma danaro e potere sono nulla in confronto al potere di chi ne è incommensurabilmente al di sopra: Dio.
La legalità per Di Pietro ( che qualcosa su questo tema dovrebbe capire – almeno se è vero cha ha studiato diritto) si riduce a una acritica accettazione delle regole, accettazione che può portare anche a creare gravi ingiustizie. Non è questo lo spirito delle leggi. Lo spirito delle leggi è l’opposto di quel che va dicendo Di Pietro.
Sono migliaia le donne rinchiuse in carcere costrette a doversi allontanare dai propri figli, maggiori di 3 anni, mentre almeno un centinaio di loro crescono il proprio bambino dietro le mura di un istituto penitenziario, con la prospettiva della separazione al compimento del terzo anno d'età.
Non è difficile capire da che parte stia la verità, pur nel marasma del polverone di queste settimane. Entriamo subito in argomento: quali segnali davano le previsioni alla vigilia delle attesissime regionali? Risposta inconfutabile: una schiacciante vittoria della destra liberale, cioè in una parola del governo Berlusconi. Le elezioni si apprestavano ( e si apprestano) a far chiarezza per l’ennesima volta sulla reale volontà degli italiani.
Oggi il Gr Uno ha dato in sintesi una notizia da conservare nel bestiario delle assurdità. Come fa un cronista a non accorgersi della contraddizione di termini contenuta in un certo insieme di parole, che pur tuttavia hanno un senso compiuto?
“Oggi a Roma, è prevista la marcia di protesta della maggioranza”. Queste le parole del cronista.
Se la notizia è quando un uomo morde un cane e non viceversa, secondo il più famoso insegnamento dell’arte giornalistica, eccone dunque un esempio scolastico.
La comunità mondiale piange per la catastrofe che si è abbattuta sulla perla delle Antille- Dopo i quattro uragani del 2008, la terra ha tremato colpendo un paese già ridotto allo stremo. Haiti è rasa al suolo da una scossa di magnitudo 7 che in 40 secondi ha crepato la terra di 10km.
Come volevasi dimostrare: anche il processo Mills finisce in una bolla di sapone. Ancora una volta l’operato dei giudici milanesi a livello internazionale viene sconfessato. Dunque, la persecuzione nei confronti di Berlusconi c’è, eccome! Del resto le montagne di fascicoli depositati nelle aule di giustizia per indagini pendenti, stanno lì a testimoniarne il malfunzionamento della giustizia.
La Bonino, come del resto i radicali, sono soliti atteggiarsi a vittime, ma a ben guardare i loro paladini sono i poteri forti, anzi fortissimi. Se negli ultimi anni vanno perdendo consensi, questo non è dovuto a complotti nei loro confronti, come vorrebbero far credere, ma semplicemente al fatto che non se li fila più nessuno.
Negli anni sessanta ci fu, in Italia, l’avanzata del socialismo, di quel socialismo che contava di dare al popolo giustizia, benessere e ricchezza. Sarebbe forse il caso di stendere un velo pietoso su quelle tesi e sui risultati ottenuti, se non fosse che tuttora di quelle teorie qualcuno si fa promotore.
Quest’anno si è aperto infatti, con una serie di convegni e rievocazioni sul socialismo, craxiano in particolare, quasi a voler riaprire un’epoca sepolta dalla storia. Ma quell’epoca, con buona pace dei nostalgici, non tornerà più.