Il salentino crea, il croato insacca. Doppietta di testa per il numero 19 che mette in luce il suo momento di grazia. Ispiratissimo Miccoli. Al Barbera torna a valere il fattore campo. Secondo successo consecutivo per Mutti. E ora nemmeno l’Inter, sconfitta a Lecce, fa così paura
Goleada di otto reti tra le mura amiche. I rosa travolgono 5-3 i Grifoni con un gol e tre assist di Miccoli. Poi Budan, Silvestre, Mantovani e Migliaccio. Il Genoa è solo Palacio. Per lui doppietta. In gol anche l’ex Jankovic
Il Napoli zittisce il Palermo. Mazzarri e i suoi uomini leggono bene il cruciverba della partita e conquistano meritatamente i tre punti dopo qualche sofferenza iniziale. Il Palermo si mostra stanco e molle. Il centrocampo non argina e sotto porta si sbaglia parecchio. Queste le grane di gennaio che si dovranno dividere mister Mutti e il patron Zamparini.
E sono sei. Nessuno meglio, Udinese a parte. La squadra di Mangia fornisce una bella prova del nove proprio al cospetto di una Fiorentina neo capeggiata non da uno qualunque, ma da un grande ex rosa che fino a sei mesi fa ci faceva piangere lacrime di rabbia e di gioia in quella maledetta finale di Coppa Italia persa 3-1 a fine maggio all’Olimpico di Roma contro l’Inter: Delio Rossi, non certo uno qualunque.
Vola in alto il Palermo di Mangia, il destino del quale fino alla vigilia era appeso ad un filo. Quarta vittoria su quattro al Barbera per il tecnico lombardo. Fattore campo, quindi, predominante. Con un gol per tempo l’undici palermitano stende i salentini grazie al penalty di Pinilla e al raddoppio di Hernandez. Balzo di tre punti, dunque, ad acciuffare il Cagliari e a vedere più vicina la Juve al vertice con 16 punti.
È ufficiale. Questo Palermo fa davvero paura. Nove punti su nove al Barbera. Mangia raccoglie la terza vittoria consecutiva in casa su tre gare disputate. Grinta, carattere, cuore e tenacia. Hanno messo tutto ciò i rosa nella difficile partita casalinga contro un ottimo Siena che all’inizio è parso imbrigliare bene le trame di gioco ordite da Miccoli e compagni, strabiliando il pubblico per il pressing asfissiante, spesso non lasciando respirare il Palermo.
Va al Palermo il derby delle Isole. Un primo tempo spettacolare, degno dell’incontro con l’Inter. Poi partita sofferta, soprattutto nel finale, ma che dà una scossa all’ambiente dopo la sconfitta di Bergamo. Il Cagliari mai domo nel finale sembra rialzare la testa, ma la tenacia dei ragazzi di Mangia permette di raccogliere la seconda vittoria casalinga di fila.
No, non era il celebre spot del Gratta&Vinci dei Monopoli di Stato, ma all’Udinese è piaciuto comunque molto vincere facile. E dire che la partita, a differenza della grottesca sproporzione del promo pubblicitario, è cominciata in undici contro undici, salvo poi terminare con un cappotto friulano e due uomini in meno per il Palermo.
Il Palermo si fa poker da solo. E per ben due volte oggi. La prima recuperando i quattro palloni dal fondo della rete di Sirigu; la seconda siglando il primato stagionale negativo di questi anomali e maledetti anticipi della domenica. Quattro sconfitte su quattro partite. Mai più a tavola col pallone, per favore.
Vi aspettavate altro risultato? Io no. Perché? Ma lo sapevo già. Quando va in onda Palermo-Juventus è come vedere un film già visto. Un dvd che puntualmente tiri fuori due volte l’anno quando hai sete di vittoria e che ti emoziona sempre come la prima volta quando il 5 febbraio di sei anni fa Brienza asfaltava la Signora.