Prosegue, lungo la strada indicata dal Distretto pesca di Mazara del Vallo, il cammino verso il possibile traguardo della Blue economy, che potrebbe trasformare il mare – il Mediterraneo in particolare – in una risorsa maggiore che nel passato, anziché qualcosa da cui “tenersi lontani” come sembrerebbe indicare una certa politica e certa demagogia… La blue economy rimane, insomma, nel suo complesso una casa da costruire.
Non c’è pace per la pesca nel Mediterraneo e a farne le spese è soprattutto la pesca siciliana, autorevolmente guidata da quella mazarese, cui si accompagnano anche altre comunità, come Sciacca e Porticello. Tutte insieme formano la flotta più grande fra le regioni italiane. Ma la crisi c’è, è forte e – in parallelo a quella agricola – è una crisi di redditività, sulla quale pesa anzitutto il caro carburante sul terreno dei costi, cui si somma in tema di mercato la presenza di prodotti stranieri meno pregiati e a prezzo concorrenziale.
La pesca siciliana e quella mediterranea non vogliono cedere il passo alla invadenza della pesca oceanica e alla capacità di commercializzazione da parte delle multinazionali del settore.
Una nuova importante occasione si offre ora alle imprese che operano nell’ambito del Distretto della Pesca.
Presso la Sala Rossa dell’Ars, l’Osservatorio della pesca nel Mediterraneo ha svolto la prima riunione del 2010. Quest’organismo scientifico è stato istituito il 19 maggio del 2006 in seno al Distretto Produttivo della Pesca di Mazara del Vallo - Cosvap.
La Sala Giunta di Palazzo Riccio di Morana, la bella sede della Provincia di Trapani, ha ospitato la prima riunione del 2010 del Consiglio di Amministrazione del Distretto Produttivo della Pesca di Mazara del Vallo - Cosvap.
La riunione è stata l’occasione per l’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione che è stato rinnovato, a seguito della Assemblea Soci dello scorso 19 dicembre, per 4/9 dei suoi componenti.