L’arroganza dei poteri forti non smette di farsi sentire, ma danaro e potere sono nulla in confronto al potere di chi ne è incommensurabilmente al di sopra: Dio.
La Bonino dovrebbe smetterla con il suo atteggiamento buonista – ateo che crea solo altra confusione, se non ce ne fosse abbastanza, in un clima di incertezza culturale e morale. Il Cardinal Bagnasco, richiamando gli italiani ai valori della procreazione e della famiglia, non pretende di abolire la legge sull’aborto, a propria volta entrata nel costume laico “sano” come rimedio estremo. Se mai di migliorarla. Del resto, proprio i laici pretendono di insegnare che le leggi vanno cambiate alla luce dei tempi, dell’evoluzione scientifica etc.
La Bonino, come del resto i radicali, sono soliti atteggiarsi a vittime, ma a ben guardare i loro paladini sono i poteri forti, anzi fortissimi. Se negli ultimi anni vanno perdendo consensi, questo non è dovuto a complotti nei loro confronti, come vorrebbero far credere, ma semplicemente al fatto che non se li fila più nessuno.
Della Bonino, recentemente candidata dalla sinistra a presidente della Regione Lazio, si dice di tutto e di più. Eroina dei diritti umani, paladina delle donne, simbolo di progresso… Ma il buonismo di cui cerca d’ammantarsi le si addice ben poco.
La verità è che poche persone hanno fatto tanto male alle donne (e agli uomini ) quanto lei e questo fino all’ultima sua campagna, quella per l’elevazione dell’età pensionabile per le donne. Non la peggiore tra le sue scelte politiche, ma comunque abbastanza emblematica.