Mentre si scoprono cimici stabilmente collocate per spiare in ufficio la presidente della Regione Lazio Renata Polverini, si molotiplicano gli esempi della persecuzione cui vengono sottoposti il Pdl ed i berlusconiani, più volte legittimamente eletti dal popolo per amministratre il nostro paese.
La Bonino dovrebbe smetterla con il suo atteggiamento buonista – ateo che crea solo altra confusione, se non ce ne fosse abbastanza, in un clima di incertezza culturale e morale. Il Cardinal Bagnasco, richiamando gli italiani ai valori della procreazione e della famiglia, non pretende di abolire la legge sull’aborto, a propria volta entrata nel costume laico “sano” come rimedio estremo. Se mai di migliorarla. Del resto, proprio i laici pretendono di insegnare che le leggi vanno cambiate alla luce dei tempi, dell’evoluzione scientifica etc.
La Bonino, come del resto i radicali, sono soliti atteggiarsi a vittime, ma a ben guardare i loro paladini sono i poteri forti, anzi fortissimi. Se negli ultimi anni vanno perdendo consensi, questo non è dovuto a complotti nei loro confronti, come vorrebbero far credere, ma semplicemente al fatto che non se li fila più nessuno.
Dalla redazione romana, in particolare dal suo coordinatore Nino Macaluso, riceviamo notizia di un giovane uomo politico particolarmente valente che si prepara ad affrontare le imminenti elezioni regionali del Lazio. Si tratta di Roberto Rastelli, attuale consigliere comunale in Campidoglio – e per tanto onorevole – nelle fila del Pdl.
Renata Polverini proviene dal sindacato Ugl, legato storicamente ad Alleanza Nazionale. Nonostante tale sindacato sia oggi molto vicino al governo, non ha smesso di battersi per i diritti dei lavoratori. La Polverini, data l’età media dei politici italiani, può considerarsi un enfant prodige. Ancor giovane, tenta adesso la scalata alla Regione Lazio, la cui presidenza, cui lei aspira, ha attraversato brutte esperienze. Abbiamo, quindi, ascoltato le idee di questo personaggio emergente, certamente coraggioso e forte di un alone di simpatia e fiducia.
Della Bonino, recentemente candidata dalla sinistra a presidente della Regione Lazio, si dice di tutto e di più. Eroina dei diritti umani, paladina delle donne, simbolo di progresso… Ma il buonismo di cui cerca d’ammantarsi le si addice ben poco.
La verità è che poche persone hanno fatto tanto male alle donne (e agli uomini ) quanto lei e questo fino all’ultima sua campagna, quella per l’elevazione dell’età pensionabile per le donne. Non la peggiore tra le sue scelte politiche, ma comunque abbastanza emblematica.