Funziona ancora la riscoperta accoppiata Miccoli – Budan. In due trascinano l’attacco rosanero che è quel che più conta. Perché, quando una squadra segna i gol tanto è già oltre di là della metà dell’opera. Il vecchio leone con i capelli che fan paura e il sopracciglio assassino da animale si appoggia al giovane fiumano come al bastoncino di una vecchiaia che sembra – grazie al cielo – sbiadirsi nel panorama del sottofondo come in un leonardesco sfumato. Tre partite vinte più una in pareggio e il Palermo di gol ne fa tanti.
Debutto in pompa magna per i rosa e per Mangia che stende al tappeto nerazzurri e Gasperini. La doppietta di re Miccoli e le due reti di Hernandez e Pinilla annientano per 4-3 un’Inter nebulosa e senza assetto in vantaggio due volte con Milito. Inutile il gol di Forlan.
Era una sfida fondamentale. Assolutamente. Lo aveva detto Liverani, lo aveva gridato il mister e gli aveva fatto eco il presidente durante la settimana. La partita di oggi aveva tutte le credenziali di tappa fondamentale. Non era facile ripetersi dopo aver passeggiato sulle teste dei bianconeri a Torino appena sette giorni fa. Gli effluvi di vittoria, specialmente contro le grandi, hanno avuto spesso effetto boomerang in passato. Ma il Palermo quest’anno oltre il cuore ha anche la testa, come alle telecamere ribadisce tronfio Delio Rossi.