Goleada di otto reti tra le mura amiche. I rosa travolgono 5-3 i Grifoni con un gol e tre assist di Miccoli. Poi Budan, Silvestre, Mantovani e Migliaccio. Il Genoa è solo Palacio. Per lui doppietta. In gol anche l’ex Jankovic
Zamparini il vulcanico, Zamparini l’aggressivo, Zamparini il decisionista. Ci sono questi e molti altri personaggi in uno solo. Naturalmente molti pensano al businnes man. Ma c’è anche l’uomo aggredito e certamente invidiato. Così, basta che, dopo la vittoria con l’Inter, il Palermo scivoli sul campo dell’Atalanta (che poi si rivela stabilmente il fenomeno del momento) perché qualcuno dubiti, nei 7 giorni successivi: “fuoco di paglia fu…”
È ufficiale. Questo Palermo fa davvero paura. Nove punti su nove al Barbera. Mangia raccoglie la terza vittoria consecutiva in casa su tre gare disputate. Grinta, carattere, cuore e tenacia. Hanno messo tutto ciò i rosa nella difficile partita casalinga contro un ottimo Siena che all’inizio è parso imbrigliare bene le trame di gioco ordite da Miccoli e compagni, strabiliando il pubblico per il pressing asfissiante, spesso non lasciando respirare il Palermo.
Va al Palermo il derby delle Isole. Un primo tempo spettacolare, degno dell’incontro con l’Inter. Poi partita sofferta, soprattutto nel finale, ma che dà una scossa all’ambiente dopo la sconfitta di Bergamo. Il Cagliari mai domo nel finale sembra rialzare la testa, ma la tenacia dei ragazzi di Mangia permette di raccogliere la seconda vittoria casalinga di fila.
Vi aspettavate altro risultato? Io no. Perché? Ma lo sapevo già. Quando va in onda Palermo-Juventus è come vedere un film già visto. Un dvd che puntualmente tiri fuori due volte l’anno quando hai sete di vittoria e che ti emoziona sempre come la prima volta quando il 5 febbraio di sei anni fa Brienza asfaltava la Signora.
“Benvenuto 2011”, è proprio il caso di dirlo. Il Palermo debutta nel nuovo anno con una categorica vittoria sulla Samp, ben otto mesi dopo la sfida dal più alto tasso tenore qualitativo mai disputata dai rosa finora. Quel pareggio grida ancora vendetta. Cambierà solo l’epilogo, fortunatamente.
Era una sfida fondamentale. Assolutamente. Lo aveva detto Liverani, lo aveva gridato il mister e gli aveva fatto eco il presidente durante la settimana. La partita di oggi aveva tutte le credenziali di tappa fondamentale. Non era facile ripetersi dopo aver passeggiato sulle teste dei bianconeri a Torino appena sette giorni fa. Gli effluvi di vittoria, specialmente contro le grandi, hanno avuto spesso effetto boomerang in passato. Ma il Palermo quest’anno oltre il cuore ha anche la testa, come alle telecamere ribadisce tronfio Delio Rossi.