Dagli Usa all'Europa fino, ovviamente, all'Italia, i recenti fatti politici lasciano inrtravedere un'inquetante realtà che sta dietro la stessa denocrazia. Chi è mai in grado di "far cadere" Obama, la Merkel o Sarkozy? Perchè potrebbe venire il loro "turno", dopo la caduita di Berlusconi? Succederebbe quando credono di poter realmente mettersi a decidere, a ..."comandare"?
Emerge la prova di tutta le realtà di un complotto che non è solo nazionale. Ovvero, se lo preferiamo, si tratta di una …reazione. La verità è che Berlusconi e il berlusconismo hanno denunciato a più riprese certi mali del sistema e reagito – o tentato di farlo – almeno ad una parte di essi. Si parla dello statalismo che vive al servizio del capitalismo di stato contro il liberalismo vero.
E’ durato una sola sera il break all’immancabile tiritera su “…l’importante è che Berlusconi si dimetta”. Come se il ritirarsi di Berlusconi in una sorta di Caprera o Isola d’Elba, possa risolvere dall’indomani i problemi del’Italia o, addirittura, dell’Europa. Con un giudizio sommario ed epidermico, si potrebbe osservare che l’importanza del personaggio è – al contrario – confermata da questa sorta di “caccia all’uomo”, che è immediatamente ripresa, quando se n’è ripresentata la minima occasione.
Per capire il senso di ciò che oggi avviene agli occhi di chi sostiene “a spada tratta” un governo che con fiumi di parole (opere e omissioni) altri vorrebbero morto, occorre fare un po’ di storia. Occorre risalire a quando, sull’onda degli scioperi, ma persino a valle della caccia alle streghe made in Usa, vi fu da dentro “la destra reale del mondo” chi predicò un’alleanza – sostanzialmente formale – con la cosiddetta sinistra o con la frangia più collaborativa.
Passa come acqua sul vetro, o quasi, la notizia delle regolari elezioni in Iraq e della grande affluenza alle urne. Soprattutto non si riflette sul significato dei fatti. Essi dimostrano che la guerra in Iraq è stata tutt’altro che inutile, che ha liberato un popolo e, dal punto di vista strategico, ha trasformato un potenziale alleato dell’Iran in un alleato dell’occidente.