Sia chiaro: se il gopverno Berlusconi rischiava di essere ostaggio della Camera dei deputati, quello di Monti lo è, sin dall'inizio, del Senato. Ciò significa che un accordo improvviso fra Berlusconi e la Lega - che è già su quella lunghezza d'onda - può farlo cadere in qualunque momento. Ciò significa che democrazia vuole che la politica nazionale sia ancora nelle mani di Berlusconi e dei berlusconiani. Per il momento si assiste al "folle patto" fra Pdl e Pd, ma quanto potrà durare?
Dagli Usa all'Europa fino, ovviamente, all'Italia, i recenti fatti politici lasciano inrtravedere un'inquetante realtà che sta dietro la stessa denocrazia. Chi è mai in grado di "far cadere" Obama, la Merkel o Sarkozy? Perchè potrebbe venire il loro "turno", dopo la caduita di Berlusconi? Succederebbe quando credono di poter realmente mettersi a decidere, a ..."comandare"?
E’ durato una sola sera il break all’immancabile tiritera su “…l’importante è che Berlusconi si dimetta”. Come se il ritirarsi di Berlusconi in una sorta di Caprera o Isola d’Elba, possa risolvere dall’indomani i problemi del’Italia o, addirittura, dell’Europa. Con un giudizio sommario ed epidermico, si potrebbe osservare che l’importanza del personaggio è – al contrario – confermata da questa sorta di “caccia all’uomo”, che è immediatamente ripresa, quando se n’è ripresentata la minima occasione.
La realizzazione del corridoio Berlino – Palermo, dopo tante dispute, è stata con certezza posta in salvo. Ciò per cui la nostra rivista si batte da sempre – i trasporti, l’intermodalità, l’alta velocità ferroviaria, le autostrade, il ponte – assume tutta l'importanza che merita.
La corsa al massacro politico – con la politica indefessa del tanto peggio tanto meglio – culmina in questi giorni con le campagne dell’opposizione contro ogni e qualsiasi decisione del governo come se avesse la peste, anzi come se fosse la peste. Non è così: l’omologazione fra la media delle decisioni politiche della destra e della sinistra è stata sotto gli occhi di tutti nel corso degli ultimi capovolgimenti. La differenza è solo nelle sfumature. Ed il motivo è che si gestisce – al momento – solo l’emergenza. E, come se non bastasse, altre se ne sono assommate in corso d’opera.
La Tunisia insorge contro Ben Alì. In Egitto la piazza chiede la cacciata di Hosni Mubarak. E anche l’Albania tira fuori un oppositore che scatena contro Sali Berisha “nientemeno” che la procura della repubblica…
Sono migliaia le donne rinchiuse in carcere costrette a doversi allontanare dai propri figli, maggiori di 3 anni, mentre almeno un centinaio di loro crescono il proprio bambino dietro le mura di un istituto penitenziario, con la prospettiva della separazione al compimento del terzo anno d'età.