Chi sono i “coccodrilli” che mangiano i porti? Sono i cento burocrati dalle cui mani deve ancora passare un progetto. Un tempo si parlava di 8 anni su scala nazionale. Poi subentrò la legge per la conferenza dei servizi. Ma in Sicilia gli anni, nonostante il recepimento della legge, garzie al cosiddetto "Decreto Cascio", la burocrazia rischia di farli diventare 12, 15 o anche un "mai". Si pensa al detto di Don Rodrigo: "questo porto (matrimonio) non s'ha da fare nè ora nè mai". Sicilia – Isola e regione tendente alla perfezione più assoluta – ha creato la Soprintendenza del mare.
Dopo l’inaugurazione, le prime imbarcazioni – e, in particolare, la prima nave da diporto, lunga 50 mt – hanno ormeggiato nel porto turistico di Licata, Marina Cala del Sole, che offrirà ai pontili, una volta completato, ben 1500 posti barca.
A Licata ha aperto i battenti il massimo porto turistico della Sicilia. Ma occorre dire che è uno dei maggiori in tutta Italia e nell'intero Mediterraneo per grandezza e modernità. Siamo finalmente ad una data storica per i porti turistici siciliani.
A Licata il porto turistico apre i battenti. L’approssimarsi della stagione estiva – e quindi di quella diportistica – ha spinto i responsabili del Marina Cala del Sole di Licata ad inaugurare subito le strutture già pronte all’interno dell’articolato complesso del nuovo porto turistico licatese. Si tratta della prima parte dei pontili e relativi punti d’ormeggio, più il significativo Centro Commerciale, che fa parte del vasto programma progettuale, a terra e a mare, anch’esso in via di realizzazione.
Riunione di direttivo fiume il 9 febbraio in Federalberghi isole Eolie, a completamento della serie di incontri e di verifiche sul progetto di rifunzionalizzazione della rada di Lipari. L’associazione, nelle ultime settimane, aveva avuto modo di porre tutta una serie di quesiti alla Lipari Porto, la società mista partecipata per il 30 per cento dal Comune di Lipari e per il 70 dalla Condotte d’Acqua che ha realizzato il progetto.
La genesi contrastata dei porti turistici non poteva non coinvolgere il porto di Lipari. La “cosiddetta “capitale” dell’arcipelago eoliano conta su un’amministrazione comunale che copre anche Vulcano, Panarea, Stromboli, Alicudi e Filicudi. Ma soprattutto è il crogiuolo della complessa civiltà che ha coinvolto le “sette ninfee” sin dalla preistoria.
Ancora una volta riunioni programmatiche o, come dicono i giuristi, “de iure condendo” a proposito di coste e, quindi, di demanio marittimo in Sicilia. A Taormina sono state presentate nei giorni scorsi le Linee guida del Piano di Gestione delle Coste dell’Isola. Vastissima, alla vigilia, la presentazione dell’evento, ridottissime, come prevedibile, le cronache e i resoconti. Al minimo i presenti in sala, nonostante i tanti politici “promessi”.
Assomarinas si è voluta riunire in Sicilia, in particolare a Catania, ospitata dai signori Rossi di Porto Rossi, noto anche come porto di piazza Europa. Una scelta significativa che parla chiaro sui propositi e le speranze di un imminente sviluppo della portualità turistica in Sicilia.
Forse con l’arrivo degli anni 10 del nuovo millennio saremo all’anno uno dei porti turistici siciliani. La situazione era al palo, finché tutto si basava su Portorosa, Villa Igiea, Riposto, San Nicola, Porto Rossi a Catania e la miriade di operatori disseminati un po’ dappertutto. Il sasso nello stagno lo ha gettato adesso l’inaugurazione e il successo del grande porto turistico di Marina di Ragusa. Cui segue a ruota il decollo di Balestrate e il completamento di Castellammare.
Il tempo fa giustizia velocemente nel mondo moderno. Si dimostra, ormai, come occorra dare pronto e pieno appoggio a chi cerchi di portare a termine un’opera. Specie nel campo dei porti turistici. Costruire è l’arte più difficile in Italia e in Sicilia. Perché le maggiori difficoltà le incontrano proprio i migliori di noi. Motomar e Marina Villa Igiea hanno oggi un bilancio risanato, ingenti restauri portati a termine, ma quante difficoltà ha incontrato il manager Gioacchino Guccione…