"Passo la mano con l'orgoglio di lasciare i conti in ordine" ha dichiarato a Villa Niscemi Diego Cammarata, lasciando con soli tre mesi di anticipo la carica di promo cittadino che ricopre da due legislature, essendo stato riconfermato a pieni voti dai palemitani dopo i primi cinque anni battendo Leoluca Orlando.
L'Italia non è capace di accettare in politica una persona che adotti un minimo di spontaneità. E' pronto invece a scattare, in casi del genere - e non da oggi - il perbenismo bacchettone e polveroso di un'indole mediterranea - che appartiene anche a Spagnoli, Francesi, Greci... - la quale punta i piedi davanti ad un foglio di carta bollata, discute sul colore della penna con cui scrivere un documento. La persona "seria" sarebbe quella che non sorride in pubblico... Abbiamo sentito in Sicilia la seguente vanteria: "mio padre non mosse mai un passo di corsa".
Il Palermo batte bene la Roma, che aveva da pochi turni ridimensionato l’Udinese che, a propria volta, aveva fatto a pezzi i rosanero. Ciò la dice lunga sulla realtà tecnico agonistica del campionato, del calcio moderno e dello sport in genere. Lo affermiamo da tempo: si vive in un regime di grande equilibrio di valori e quel che conta sono fattori come lo stato di forma, la concentrazione, la determinazione e, finanche, il buon umore dei contendenti. Chi ha più alto il termometro di tali parametri vince.
Pieno sostegno e profonda intesa fra il presidente dell’Ars Francesco Cascio e l’amministrazione comunale del Capoluogo siciliano e la sua giunta, guidata dal sindaco Cammarata.
Una particolare attenzione ai trasferimenti agli Enti Locali nella prossima Finanziaria e la rinnovata armonia all’interno del consiglio comunale di Palermo tra il sindaco Diego Cammarata e il gruppo consiliare, che fa riferimento al Presidente dell’Ars, Francesco Cascio, sono stati al centro dell’incontro tra i due esponenti politici, tenutosi a Palazzo dei Normanni.
Potrebbe vedere presto la luce la “tangenziale interna” della città di Palermo, cioè la prima di una serie di opere per la viabilità che riguardano da vicino realtà cittadina e il decongestionamento del traffico stradale interno ed esterno. Lo ha detto il presidente della Provincia Giovanni Avanti nel corso dei saluti di fine anno ai giornalisti.
Il sole di Palermo non dovrebbe più sorgere su giornate come queste. Ci riferiamo a questa triste mattina dei funerali di Enzo Fragalà. Un ritorno – stavamo per dire un rigurgito – della violenza che caratterizzò gli anni della mattanza. Ma i manovali della morte, la psicosi dell’assassinio – come la definì Dalla Chiesa – che appartiene a coloro che la vita la considerano niente, sono, purtroppo, ancora fra noi.
Diego Cammarata rimane limpido nel suo disinteresse personale nella gestione della cosa pubblica. Nessuno, infatti, fra i tanti tentativi di sminuirlo, lo accusa solitamente di interesse privato. Il sindaco, che è stato riconfermato per il secondo quinquennio, surclassando Leoluca Orlando nel suo tentativo di ritorno a Sala delle Lapidi, dimostra di saper risolvere tutti i gravi problemi ereditati con la gestione della Città. Di recente, infine, non ha esitato a ribattere apertamente alcune insinuazioni di Orlando, che prendeva spunto dal “caso Inim.
Si parla sulla stampa nazionale della “figura di merda”, proprio così definita, di Flavio Delbono, sindaco della proverbiale Bologna, la città simbolo del governo di marca socialcomunista, oggi marcato Pd. Interessante: la parola socialcomunista viene data per inesistente dal vocabulary del computer. Infatti, il socialcomunismo non esiste.
Abbiamo sempre sostenuto il sindaco Diego Cammarata e continueremo a farlo, a meno che non trovassimo riscontro concreto delle innumerevoli contumelie di cui è fatto oggetto dal giorno della sua prima elezione. Quando pubblicammo la sua foto sulla copertina di Palermoparla si diceva che era impossibile che i palermitani lo rieleggessero. Invece al secondo quinquennio ebbe più voti che al primo, confermando le nostre impressioni.