Il sole di Palermo non dovrebbe più sorgere su giornate come queste. Ci riferiamo a questa triste mattina dei funerali di Enzo Fragalà. Un ritorno – stavamo per dire un rigurgito – della violenza che caratterizzò gli anni della mattanza. Ma i manovali della morte, la psicosi dell’assassinio – come la definì Dalla Chiesa – che appartiene a coloro che la vita la considerano niente, sono, purtroppo, ancora fra noi.
Diego Cammarata rimane limpido nel suo disinteresse personale nella gestione della cosa pubblica. Nessuno, infatti, fra i tanti tentativi di sminuirlo, lo accusa solitamente di interesse privato. Il sindaco, che è stato riconfermato per il secondo quinquennio, surclassando Leoluca Orlando nel suo tentativo di ritorno a Sala delle Lapidi, dimostra di saper risolvere tutti i gravi problemi ereditati con la gestione della Città. Di recente, infine, non ha esitato a ribattere apertamente alcune insinuazioni di Orlando, che prendeva spunto dal “caso Inim.
Si parla sulla stampa nazionale della “figura di merda”, proprio così definita, di Flavio Delbono, sindaco della proverbiale Bologna, la città simbolo del governo di marca socialcomunista, oggi marcato Pd. Interessante: la parola socialcomunista viene data per inesistente dal vocabulary del computer. Infatti, il socialcomunismo non esiste.
Abbiamo sempre sostenuto il sindaco Diego Cammarata e continueremo a farlo, a meno che non trovassimo riscontro concreto delle innumerevoli contumelie di cui è fatto oggetto dal giorno della sua prima elezione. Quando pubblicammo la sua foto sulla copertina di Palermoparla si diceva che era impossibile che i palermitani lo rieleggessero. Invece al secondo quinquennio ebbe più voti che al primo, confermando le nostre impressioni.