Cinquecento milioni di euro è il valore complessivo che si muove a valle dell’avvenuta approvazione da parte del Consiglio comunale del Piano regolatore portuale (Prp). Si tratta oggi di uno strumento di fondamentale importanza per tutte le città di mare. A Palazzo delle Aquile si è sbloccata la sola espressione di un parere non vincolante, ma – come altri – obbligatorio. Perché, annotiamo, per tradizione giuridica nazionale il piano regolatore portuale prevale su quello cittadino e solo nel costume di questi ultimi anni è invalsa la regola che il Comune debba comunque …gradirlo. Ciò spesso – come avviene in Italia – finisce qua e là solo per complicare il problema.
Così, per una serie di ripicche e pastoie, per fenomeni di confusione politica, creata di recente da quella che dovrebbe essere l’opposizione, ma che, per motivi legati alla situazione alla Regione, finisce per confondersi con la maggioranza, il provvedimento è rimasto bloccato.
Adesso l’approvazione giunge dopo una movimentata seduta piena di polemiche apparentemente provocate da motivi tecnici, ma realmente agitate da quei motivi che si definiscono “politici”.
Da tempo il presidente dell’Autorità portuale Nino Bevilacqua elevava le proprie proteste per il “sonno” artificiale in cui l’importante provvedimento versava.
Finalmente – è proprio il caso di dirlo – può essere portato avanti il progetto che, con varianti succedutesi nel tempo, risale a vari decenni or sono. Alcune opere, visibili alla Cala, ma non solo in quella zona, sono state già completate o iniziate. Mentre l’avvenimento più importante di questi ultimi anni riguarda l’accordo con Termini Imerese il cui porto è divenuto parte integrante dell’Autorità portuale di Palermo, creando l’atteso “sistema portuale”. Esso prevede che a Termini “prevalga” l’arrivo delle merci e la conseguente attività “intermodale” (passaggio da un mezzo all’altro con rotaia e gommato), grazie anche alla presenza della bretella autostradale.
Ciò non toglie che il Prp preveda un ampliamento e una razionalizzazione dei sistemi di stoccaggio merci anche a Palermo, che valga all’approvvigionamento ed anche all’imbarco delle merci in partenza dalla grande città.
Faranno parte dei lavori altre opere quali l’ammodernamento della stazione marittima, che risale al fascismo, la costruzione di una nuova banchina, altre modifiche anche alla Cala ed altro. Fra l'altro, l'ampliamnto della presenza del turismo nautico con altre sistemazioni all'interno del porto vero e proprio (Cala e molosud) e la realizzazione di un porticciolo turistico nell'antico Sant'Ersamo, attualmente in abbandono.
Sarà evidentemente un’occasione di occupazione notevole per la città, oltre che una imminente struttura destinata ai trasporti e, quindi, alla crescita e allo sviluppo locale. Un’opera impellente, insomma, che fa parte di quella sistemazione del water front – anzi ne costituisce l’aspetto primario – per restituire Palermo al mare e alle attività connesse.
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