Uno sportivo al timone dell’università

Magnifico rettore a Palermo Lagalla coordina gli atenei isolani
di Germano Scargiali

Già assessore regionale alla Sanità e ora chiamato a dirimere la matassa dell’università, Roberto Lagalla ci riceve con molta cordialità in salotto nella magnifica sede universitaria allo Steri. Non è difficile intervistarlo: è bastato un veloce appuntamento tramite la segreteria.

Lei ha giocato a basket

No a pallavolo, ma i migliori risultati li ho ottenuti da dirigente”. La domanda sorge spontanea, data l’altezza inusitata per un siciliano. Ricordavamo male, ma il magnifico rettore dell’Università di Palermo è uno sportivo e si vede.

Da assessore stava cercando un contatto con lo sport, visto anche come salute pubblica. Stava compiendo un buon lavoro…

“Credo proprio di sì. Molte delle impostazioni di chi sta riformando la sanità sono ancora le mie, ma adesso eccomi qua”. Sembra vi sia una sorta di rassegnazione ai trasferimenti, ma scevra da pessimismi.

Beh, un successo anche qui. Anche con la nuova nomina a dirigere tutta la realtà universitaria siciliana.

“Sì, sono stato chiamato a coordinare le attività del Crus, il comitato che riunisce le università siciliane. Il mio mandato non è annuale, ma varrà per il 2010 e il 2011. Dovrò garantire continuità al lavoro di concertazione con il governo regionale e permettere la redazione di un progetto organico di rilancio dell'offerta formativa complessiva delle università siciliane”.

Che cosa si può fare in proposito?

“L’idea è di puntare sull’innovazione tecnologica, lo sviluppo locale e la valorizzazione dei beni culturali e dei valori umanistici della cultura siciliana, attraverso un confronto istituzionalizzato fra le università e il governo regionale. Ciò per razionalizzare l’impiego delle risorse a disposizione con i fondi strutturali per la ricerca e lo sviluppo”.

Vi sarà un comitato…

“L'attività del comitato sarà articolata in quattro gruppi di lavoro: didattica e offerta formativa, coordinato dall'università di Catania; ricerca scientifica e trasferimento tecnologico, coordinato dall'università di Messina; internazionalizzazione, affidato all’università di Enna; policlinici universitari, coordinato dall’università di Palermo”.

Nord e sud, nuova ottica in parallelo alla cura Gelmini.

“Ritengo che la qualità dei nostri laureati non sia seconda a nessuno. Parlo dei migliori cervelli, che trovano impiego immediato in tutto il mondo. Ma il problema è più complesso. Occorre definire i parametri per giudicare il valore di ciascuna Università, perché è questo ciò che si vuol fare. Non è facile, perché una università del sud può essere più bisognosa di aiuto, perché opera in un contesto difficile, in presenza di un territorio ancora povero di possibili sbocchi e forme di collaborazione con le imprese. Poi vi sono i parametri… Le faccio un esempio: non si può giudicare il valore di una università dal numero dei laureati che trovano immediata occupazione. Trovarsi lontani dai luoghi dove è concentrata la possibilità d’impiego fa sì che l’inserimento di un laureato del sud sia comunque più laborioso e richieda tempi maggiori. Occorre giudicare in base ad osservazioni più duttili e diversificate”.

In ogni caso occorre risparmiare e anche competere.

“Il risparmio va realizzato a livello nazionale per tutta la pubblica istruzione. E’ un must, un obiettivo necessario, una strada obbligata. Ma si può ricorrere ad una migliore organizzazione, al taglio dei rami secchi, una volta individuati. E’ ciò che stiamo facendo”.

Lei tende a stabilire un colloquio con il vecchio establishement universitario, assolutamente contrario alla maggior parte delle novità…

“Certamente. E’ proprio così. Tuttavia, sono anche molto risoluto nell’introdurre l’innovazione. Una serie di soluzioni sono improcrastinabili e vanno adottate. Ripeto occorre individuare dove intervenire ed anche i modi e, infine, i tempi”.

Per la sperimentazione e la ricerca, quali prospettive.

La ricerca rappresenta magna pars della realtà universitaria e non va assolutamente penalizzata. Bisogna intervenire in altri modi, se mai per incentivare, razionalizzando il tutto, motivando e anche finanziando il settore, grazie ad altri risparmi e alla concentrazione delle risorse sulle ricerche più necessarie, più utili e funzionali alla crescita dell’Università e della società civile”.

Politica e cultura. Lei ha ricoperto due ruoli a stretto giro. Che ne pensa del suo incarico di assessore e di questo impegno universitario? Quale le pesa di più?

“No, non parliamo di peso. Bensì di un grande interesse, legato all’impiego di tante energie. Già come politico non ho mai perso la fiducia e il buon umore. Adesso, da rettore, potrei dire che sono felice, persino che mi diverto. Non arrivo a tanto, ma osservo solo, dentro me stesso, che divenire il rettore dell’università in cui ci si è laureati è una delle maggiori soddisfazioni che potevo aspettarmi”.

Roberto Lagalla sorride, con il volto solare di un eterno ragazzone, fra i più giovani che abbiano ricoperto l’austera carica di …Magnifico.

 

 

Chi è Roberto Lagalla

Professore ordinario di Diagnostica per immagini e radioterapia nella facoltà di medicina dell' Università degli Studi di Palermo, il 1° novembre 2008 si è insediato come rettore dello stesso ateneo. Laureatosi in medicina e chirurgia nel 1979 all'Università degli Studi di Palermo, si è specializzato in Radiologia diagnostica e Radioterapia oncologica (1983).

È stato, per anni, direttore del Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Legale dell’Università degli Studi di Palermo prima e direttore del Dipartimento di Scienze Radiologiche del Policlinico universitario di Palermo poi. Fra gli altri incarichi ricoperti si evidenzia quello di Assessore alla Sanità della Regione Siciliana nella XIV Legislatura (2006/2008). Un’occasione che gli ha dato notorietà pubblica, dovuta anche alla grave situazione di deficit del sistema sanitario siciliano che si è adoperato a risanare con successo. Tanto che è stato subito chiamato a un nuovo delicato incarico di grande contenuto culturale oltre che amministrativo.

 

 

Sat, 2010-01-23 14:16
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