Università Trenta imprese siciliane “sbarcano” sul mercato

Soddisfatto Roberto Lagalla magnifico rettore a Palermo per i riusultati ottenuti con la collaborazione dell'Arca
di Rielaborazione redazionale

Trenta imprese siciliane sono sbarcate sul mercato. Segno che, quando “ci si muove bene” la realtà locale, anche in campo scientifico, risponde bene. Ecco, infatti, altrettante idee nate dalla ricerca scientifica e diventate imprese, giovani, brillanti innovative, nate in Sicilia. Uno “sbarco” sul mercato che ha coinvolto cento giovani laureati, mosso un valore economico di 2,5 milioni di euro nel 2010, attratto investimenti per 1 milione di euro. Fra l’altro le nuove “imprese” hanno inventato un Cad per evidenziare accumuli di ferro nel pancreas, una batteria innovativa con  performance energetiche e funzionali ed un sensore che  montato su un piccolo elicottero può rilevare, per esempio,  lo stato di degrado di un monumento.

È questo il primo bilancio di cinque anni di attività dell’incubatore d’impresa Arca creato dall’Università di Palermo, da Easy Integrazione di Sistemi e dall’Associazione Sintesi, che il 26 ottobre ha tagliato un nuovo importante traguardo: l’inaugurazione di tre laboratori che consentiranno alle imprese incubate di realizzare i prototipi dei prodotti in fase di sviluppo. Quattrocento metri quadrati dotati di attrezzature d’avanguardia e realizzati grazie al finanziamento di un milione e mezzo di euro di fondi europei del Por 2000-2006: un laboratorio di grafica e Informatica con una macchina stereo litografica e un laser scanner, uno di Elettronica, uno di Meccanica con due piccoli centri di lavoro a controllo numerico. Strutture che consentiranno alle imprese incubate, che già dal consorzio Arca ricevono assistenza manageriale, di avere anche una “palestra” dove mettere alla prova gli esiti della ricerca applicata, i prototipi quindi.

Nella stessa giornata la premiazione del concorso Start Cup Palermo, la competizione tra le migliori idee di impresa organizzata dall’Ateneo di Palermo con il supporto dell’associazione Sintesi: ad aggiudicarsi il primo premio, di 12 mila euro, è stato il gruppo guidato da Massimo Midiri, direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini, che propone un CAD (Computer Aided Detection) in grado di evidenziare accumuli di ferro nel pancreas, soprattutto in pazienti affetti da Talassemia. 

Il secondo premio, di 8.000 euro, è andato al progetto “Sviluppo e fabbricazione di batterie litioione nanostrutturate”, batterie innovative con tecniche di produzione basate sulle nano – tecnologie che garantiscono performance più elevate in termini energetici e funzionali.

Il referente del  gruppo  è Germano Ferrara, laurea in Ingegneria Chimica Università di Palermo, e prevede il coinvolgimento di diversi docenti del dipartimento di Ingegneria Chimica e di altri dipartimenti della Facoltà di Ingegneria.

Il terzo, di 5.000 euro, quest’anno offerto da Accenture, è toccato a “Panoptes – Payload a sensore multiplo per telerilevamento di prossimità da mini droni”, referente  Claudia Spinnato, laurea in Fisica Università di Palermo. Il progetto riguarda un sensore montato su un piccolo elicottero (drone) per telerilevamenti applicati a vari settori: dai beni culturali (telerilevamento dello stato di un bene,etc…) all’agricoltura (livelli di maturazione delle colture etc.etc.) alla pubblicasicurezza.   

I tre finalisti hanno anche conquistato il diritto a partecipare, insieme con i vincitori delle altre business plan competition italiane, al Premio Nazionale per l’Innovazione che si terrà il 3 dicembre prossimo a Palermo.

Novità di Start Cup Palermo, quest’anno, è il premio speciale Bright Future Ideas Award, che il Consolato britannico di Napoli (rappresentato oggi dal Console britannico a Napoli, Michael Burgoyne) e l’Agenzia UK Trade & Investment, (rappresentata da Ines Montella), l’agenzia governativa che  promuove gli investimenti e i rapporti commerciali  tra  aziende britanniche e italiane, hanno assegnato a  “Panoptes – Payload”, business plan con maggior potenziale di crescita internazionale che presto “sbarcherà” sul mercato britannico.

“Credo che questa sia una prospettiva necessaria cui devono guardare le Università del Mezzogiorno se vogliono continuare a contribuire alla crescita civile sociale ed economica del territorio  – afferma il rettore dell’Ateneo, Roberto Lagalla -  Spronare i giovani a guardare al loro futuro con più fiducia, stimolarne la creatività, incoraggiarli a provarci, instillare loro un senso di urgenza sulle azioni da intraprendere perché siano protagonisti della costruzione del loro futuro, è nostro compito”.

Risultati che fanno credere nella possibilità di fare impresa e di mettere in sempre più stretta comunicazione il mondo della ricerca scientifica con il mercato. “Oggi possiamo affermare con  certezza che è una sfida possibile – dice Umberto La Commare, presidente del Consorzio Arca - e la dimostrazione tangibile è rappresentata dalle trenta imprese avviate nell’incubatore dell’Università di Palermo, le decine di giovani che non hanno abbandonato la città dove hanno studiato e che hanno deciso di scommettere sul loro futuro investendo su se stessi. Sono percorsi difficili e faticosi, che richiedono impegno, che devono essere incoraggiati, ma possibili. Occorre un grande sforzo formativo che aiuti a liberare le energie e la creatività dei nostri giovani”.

Un taglio del nastro accompagnato da un dibattito tra protagonisti del mondo dell’impresa e dell’innovazione. Dopo i saluti del presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, del rettore dell’Ateneo Roberto Lagalla, dell’assessore alle Attività produttive della Regione Marco Venturi e di quello all’Istruzione Mario Centorrino, sono intervenuti tra gli altri il presidente di Confindustria Sicilia Ivanohe Lo Bello, il presidente di Confindustria Palermo Alessandro Albanese.

Così spiega Giovanni Perrone, coordinatore della Start Cup Palermo “Oltre al Premio e alle attività del Consorzio, la nostra Università si è dotata da alcuni anni di strumenti idonei per supportare i giovani nel percorso di sviluppo imprenditoriale come il percorso di sviluppo imprenditoriale rivolto a laureati in discipline umanistiche e svolto nell’ambito del Progetto Sestante, al corso in Management delle Start-up innovative rivolto ai nostri dottorandi ed assegnisti, ai corsi di auto imprenditorialità che, da questo anno accademico, verranno proposti agli studenti di tutte le facoltà dell’Ateneo.

Tue, 2010-10-26 17:24

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