Il consiglio nazionale della Federazione italiana vela solitamente convocato a genova, sede nazionale di questo sport, si è riunito per la prima volta fuori dalla Liguria ed è venuto proprio a Palermo. Per l’occasione il presidente dell’Ars Cascio ha messo a disposizione la sala rossa di Palazzo dei Normanni.
La scelta di sedi dislocate sul territorio nazionale – ha detto Carlo Croce, genovese, presidente della Fiv – nasce dalla determinazione di essere più vicini ai bisogni delle periferie, in attesa di uno sviluppo che vediamo in corso”.
La scelta della Sicilia è stata, dunque, casuale?
“Non direi. Abbiamo voluto iniziare dall’Isola in base ad una scelta. Siamo consapevoli delle possibilità che la vela locale ha del resto dimostrato da tempo”.
In concreto…
“Questo avvicinarci alle varie zone veliche della penisola si affianca al nuovo indirizzo dato all’attività giovanile, con l’assistenza di tecnici nazionali, più raduni, un’attenzione più organica alle esigenze del vivaio”.
Al consiglio federale, la Sicilia è rappresentata dal consigliere Vinci Pottino e dal revisore dei conti Nelio Caldarella.
“Questa presenza in Sicilia dimostra l’attenzione federale nei confronti di una zona che ha margini di sviluppo enormi ed è in costante crescita per numero di club e di iscritti. L’attività giovanile sarà impostata sulla formazione fisica e mentale dei giovani, anche sacrificando l’agonismo e con una predilezione per gli equipaggi di più persone”.
Dopo la riunione in sala rossa, il consiglio federale è stato ospite al Lauria, dove Croce ha incontrato i presidenti dei club siciliani. Frattanto una delegazione di tecnici si è recata alla Società Canottieri Marsala.
Germano Scargiali
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