Presentata la sfida palermitana alla Piccola Coppa America

Da un’idea dell’imprenditore Roberto Grippi, che ne è il general manager, la sfiuda è stata lanciata dal Club Roggero di Lauria ed avrà al timone Francesco Bruni - L'appuntamento è a Falmouth (GB) nel 2013
di Germano Scargiali

 

Non manca niente per portare a termine al massimo livello un’impresa che pochi anni fa poteva sembrare impossibile, specie nei termini in cui si va configurando: un club di fama, oltre che ambizioso, come il Roggero di Lauria di Palermo, un equipaggio specialistico guidato dal maggior velista professionista nell’ambito della A.C. che ci sia nel Meridione, come Francesco Bruni, un team di progettisti internazionali che parte dall’Università di Palermo per attraversare l’Atlantico, ma soprattutto – occorre dirlo – un ideatore e promotore dell’impresa, oltre che general manager, come Roberto Grippi. Quest’ultimo è un imprenditore che sa pensare solo in grande, anche se stavolta, come afferma egliu stesso, era partito dal piccolo. Quasi da un foglio di carta e una matita…

L’impresa è la partecipazione alla Piccola Coppa America, una competizione che qualcuno, specie al di fuori del mondo velico può non conoscere, ma che ha già mezzo secolo di vita ed un trend in ascesa, che ha visto complicarsi la progettazione, affinandosi. Poiché le regole di stazza si limitano a pochi parametri, quali lunghezza, larghezza e superficie velica, attribuite ad un catamarano, il noto Classe C, che si conduce con un equipaggio di 2 persone, la regata si vince in due fasi: a terra, in fase di sperimentazione dell’imbarcazione ed a mare, grazie alla maestria dell’equipaggio. La partecipazione alla "Little America's Cup è stata presentata alla villa del Lauria e condotta ndal presidente Andrea Vitale. (Germano Scargiali)

 

Che cosa è Challenge Italia

Challenge Italia è un team di velisti/progettisti/costruttori determinati a portare nel 2013 a Falmouth (UK) una Sfida sui catamarani di Classe C che rappresenta lo stato dell’arte nella ricerca tecnologica italiana applicata allo sport velico.

Challenge Italia è un team basato a Palermo, promosso da Roberto Grippi e formato a settembre 2010 per lanciare la Sfida al detentore della Piccola Coppa America, dopo che per 31 anni nessun team italiano è sceso in campo in questa prestigiosa regata.

Sailing Team

Francesco Bruni

Pierluigi De Felice

Lamberto Cesari

Vittorio Bissaro

Luigi Blancato

Gaetano Pennino

Gabriele Bruni

Team Manager: Roberto Grippi

L’esperienza e valore di questo sailing team si misura con i seguenti risultati sportivi:

- 2 atleti al primo posto nell’attuale ISAF World Match Racing Ranking

- 4 partecipazioni alle Olimpiadi

- 5 partecipazioni alla Coppa America

- 8 titoli mondiali in varie classi veliche

- 8 titoli europei in varie classi veliche

- 33 titoli nazionali in varie classi veliche

- oltre a innumerevoli vittorie e piazzamenti in competizioni di livello mondiale

  Design Team

Benedetto Inzerillo Responsabile della progettazione

Attilio Albeggiani Responsabile del progetto e della costruzione

Richard Korpus Progettazione e analisi CFD* dell’ala

Claudio Cairoli Progettazione e analisi CFD dell’ala

Giorgio Provinciali Analisi VPP**

Davide Tagliapietra Analisi Strutturale e FEM***

Massimo De Luca Analisi CFD dello scafo

Beppe Musca Progettazione scafo, analisi CFD

Francesco Belvisi Analisi e progettazione scafo

Luca Caruso Progettazione strutture dell’ala

Questo gruppo, riunito attorno allo studio palermitano Inzerillo e Albeggiani, vede la presenza di progettisti che hanno firmato imbarcazioni vincenti a livello mondiale. Tra essi si segnalano in particolare quattro specialisti con esperienza di America’s Cup: Giorgio Provinciali (Luna Rossa/BMW Oracle), Davide Tagliapietra (+39 Challenge), Richard Korpus e Claudio Cairoli (Trimarano Oracle, attuale Defender dell’America’s Cup)

* CFD = Computational Fluid Dynamics (fluidodinamica computazionale)

** VPP = Velocity Prediction Program (programma di predizione della velocità)

*** FEM = Finite Element Method (Metodo degli elementi finiti)

Team di comunicazione

Giuliano Luzzatto – Portavoce e ufficio stampa

Vito Pavia – Art director

Obiettivi progettuali

In occasione della conferenza stampa si è riunito il team progettuale al completo, poiché sinora le varie componenti avevano interagito grazie alle opportunità di condivisione offerte dalla rete internet.

Nella riunione tenuta in questi giorni a Palermo, il Team ha definito i prossimi obiettivi progettuali: il piano complessivo di Challenge Italia prevede la costruzione di 3 prototipi fra il 2011 ed il 2013.

Il primo prototipo, oggi in corso di costruzione, verrà varato in 2 esemplari, il primo a metà febbraio 2012 e il secondo entro fine marzo 2012. Lo scafo di entrambi verrà terminato a inizio dicembre 2011, mentre la costruzione dell’ala sarà ultimata a fine gennaio 2012.

La progettazione del secondo prototipo è già iniziata, ed esso sarà varato entro fine novembre 2012, mentre già a fine luglio sarà pronta l’ala n° 3 che verrà testata su uno dei due esemplari del primo prototipo.

Il sailing team sta lavorando fianco a fianco con i progettisti e gli strutturisti, offrendo un feedback funzionale di altissimo livello. Il sailing team, a differenza di altre classi veliche, si pone come un gruppo di collaudatori di imbarcazioni che ricercano il confine estremo dell’attività progettuale.

Il programma di collaudo dei prototipi è stato elaborato tenendo conto delle esigenze del design team di Challenge Italia ma, differentemente dall’abituale riservatezza a questo livello, offrirà a tutti gli altri team che competeranno nella “Piccola Coppa America” la possibilità di partecipare alle regate competitive organizzate dal team già a partire dalla primavera 2012.

Collaborazione aperta con l’Università

L’attività progettuale di Challenge Italia non è limitata al gruppo ristretto di progettisti del Team, ma si apre alla collaborazione con l’Università.

Il Team ha infatti siglato con la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo un protocollo di intesa per rendere noti i risultati delle proprie attività di ricerca tecnologica attraverso una serie di seminari che saranno tenuti nella Facoltà.

Da parte sua, la Facoltà si farà promotrice dell’allargamento dell’attività di ricerca in alcuni settori di particolare interesse comune.

Questa scelta conferma la volontà di Challenge Italia alla ricerca avanzata, attraverso la valorizzazione del rapporto con gli enti accademici preposti allo sviluppo dell’eccellenza del territorio.

Catamarani C – Class e la “Little America’s Cup”

La Classe C è una classe velica di catamarani ove ciascuna barca costruita è un “laboratorio sperimentale galleggiante”.

Nata nel 1961, la classe si è subito affermata come fucina di idee tecniche sperimentali che sono state utilizzate nelle classi veliche maggiori. Per esempio la “vela alare” venne sviluppata nella Classe C già all’inizio degli anni ’70 per approdare nell’America’s Cup vera e propria. Prima sul catamarano di Dennis Conner, nel 1988, e successivamente nella passata edizione della Coppa America sul trimarano di Oracle. Entrambi vincitori della “Vecchia Brocca”.

Il catamarano di Classe C ha una lunghezza di 25 piedi (= 7,62 metri) con due scafi simmetrici distanziati fra loro 14 piedi (= 4,267 metri) e una superficie velica di 300 piedi quadrati (= 27,868 mq), con 2 persone d’equipaggio al trapezio.

Non esistono molti esemplari naviganti di catamarani di Classe C; i concorrenti si scontrano ogni 3 o 4 anni nella competizione denominata “I4C” – International C Class Catamaran Challenge – anche nota da oltre 50 anni come “Little America’s Cup” perché accomunati da alcune similitudini con la vera Coppa America: innanzitutto le regate a match race, poi il Trofeo Challenge messo in palio dal detentore e la forte connotazione tecnologica e nazionale.

La Piccola Coppa America è stata vinta ad agosto 2010 dal Team Canaan di Fred Eaton (Canada) che ne era già detentore dal 2007.

La prossima edizione si terrà a fine agosto 2013 a Falmouth (UK).

La Piccola Coppa America non è mai stata vinta da un team italiano, anche se la nostra nazione ha visto tre partecipazioni del 1978, 1980 e 1982.

Storia dell’I4C – International C Class Catamaran Challenge, altrimenti nota come “Little America’s Cup”

A proposito della “Piccola Coppa America” o meglio “Little America’s Cup”: il nome fu informalmente adottato sin dalla prima edizione del 1961 e sembrava adeguato solo per il fatto che, come la “Big” America’s Cup, è un evento di match race, oggi possiamo osservare che i punti di contatto sembrano ancor maggiori.

Ad ogni buon conto va detto che i due eventi sono mondi a parte, “Little America’s Cup” non è nemmeno il nome del trofeo originale, che riporta inciso “The International Catamaran Challenge Trophy”.

Nel 1961 si corre la prima sfida, ma vediamo come ci si è arrivati:

Nel 1959 l’inglese Roderick Macalpine-Downie sfida la Eastern Multihull Association of the USA in una serie di match race, gli americani del Sea Cliff Yacht Club (SCYC) of New York accettano ed a tavolino inglesi ed americani scrivono il protocollo della sfida inspirandosi in massima parta all’America’s Cup, da quel momento si inizia a parlare di “Little America’s Cup” anche se il nome ufficiale sarà “International Catamaran Challenge Trophy”.

Il catamarano prescelto per le regate è il “300 Open RYA”: sono necessari tre anni ad americani ed inglesi per progettare, costruire ed imparare a condurre i loro catamarano, è il 1961 e gli inglesi con il loro Hellcat II battono gli americani e sino al 1969 domineranno la sfida.

Alla fine del 1962, l’International Yacht Racing Union (IYRU, ora ISAF) creò quattro classi “a restrizione” (concetto ben distinto dalle classi one-design) di catamarani da regata: i Classe “A”, “B”, “C” e “D”. L’intento era quello di promuovere regate internazionali in catamarano, ed il progetto si rivelò di grande successo.

Il Tornado, che in seguito divenne una classe olimpica, era un catamarano Classe B, mentre la classe “300 Open RYA” divenne l’attuale Classe C, e proprio su questi catamarani si disputeranno le regate della “Little America’s Cup” per le successive 23 edizioni, ovvero per i successivi 48 anni.

Gli inglesi dominano le prime 8 edizioni poi la coppa finisce in Danimarca.

Dalla Danimarca si trasferisce subito in Australia dove vi rimane per 3 edizioni.

Gli americani strappano la coppa agli australiani e riescono a trattenerla per 4 edizioni.

Gli australiani si riportano a casa la coppa e se la tengono per altre 4 sfide, gli americani se la riportano a casa un’altra volta ma da allora le due ultime edizioni sono state dominio dei canadesi .

Innovazioni introdotte nel mondo velico dalla Classe C

La prima “wing-sail”, ala rigida al posto della vela soffice seppur già full-battens e con albero alare, compare nella sfida nel 1974 sul catamarano australiano Miss Nylex, da quel momento non si vedrà più un catamarano di Classe C senza ala rigida.

L’enorme ala di DogZilla (nomignolo di BMW Oracle) che ha strappato la coppa agli svizzeri di Alinghi nella impari lotta della America’s Cup numero 33 non sarebbe potuta esistere senza l’evoluzione delle wing-sail sui catamarani di Classe C.

Gli italiani nella “Piccola Coppa America”

La prima sfida degli italiani nella Little America’s Cup è del 1978 con Miss Lancia.

La sfida capitanata da Cesare Biagi (e finanziata dalla famiglia Agnelli) nulla poté contro l’italoamericano Tony Di Mauro che inflisse con il suo Patient Lady IV un sonoro 4 a 0 agli italiani.

Miss Lancia fu in ogni caso un catamarano innovativo ed i suoi timoni “impiccati” furono subito copiati dagli americani e sono tutt’oggi usati anche dal vincitore dell’edizione 2010, Canaan.

Nel 1980 e nel 1982 gli italiani rinnovano la sfida con il catamarano Mister G ma anche in queste sfide vengono battuti.

www.challengeitalia.it

Thu, 2011-11-03 18:48

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